Recensioni Spettacoli

Banda Osiris: «Fuori tempo» al Teatro Toniolo di Mestre

di Laura Berlinghieri VG

Una lezione di musica, una lezione sul tempo. Pregevole tentativo. Attuazione assai ardua. E fallimento. Quello che è andato in scena sabato 14 aprile al Teatro Toniolo di Mestre è stato uno spettacolo banale, scontato. Risate poche, noia tanta. E occhi perennemente fissi su lancette che sembravano pietrificate. La Banda Osiris vive ormai da più di trent’anni: stravaganti spettacoli musicali con lo scopo di suscitare il riso attraverso simpatici (o presunti tali) siparietti.

Di tutt’altro spessore era stato l’anno scorso “Italiani, Italieni, Italioti”, insieme al bravo Ugo Dighero. Lì si che si rideva e si rifletteva. Ora, invece, solo battute dalla facile presa: politica e volgarità.

Qualcosa da salvare, però, c’è stato. Simpatiche le rivisitazioni straniere de “L’italiano” di Toto Cutugno: la versione francese alla “Edith Piaf”, quella ebrea con violino… E belle le coreografie: la Banda, in questo, ha grandi capacità, e a metà spettacolo è riuscita perfino a creare la fisionomia del corpo di una donna assemblando vari strumenti musicali. Ma il vero apice lo si è raggiunto con una splendida versione per soli fiati di “Imagine”: sax, tromboni e tuba. Occhi chiusi. E magia.

Comunque, uno spettacolo nel complesso scarso e un pubblico piuttosto deluso. Ma la speranza che si tratti solo di un piccolo incidente e che la Banda torni presto alla vitalità e alla simpatia di un tempo.