Il nostro angolo Intercultura

In Dublin, fair city…educational tour to Dublin for 45 17-year-old students

di Francesco Giaccari, 4F

dublin-spear7Raduno alle 9.30 all’aeroporto Marco Polo di Venezia, partenza programmata alle 11.50 per Dublino. Ci si trova presto per non rischiare intoppi, e, dopo i vari check-in ed attese, seduti su comode poltroncine, la nostra avventura ha inizio! Volo senza preoccupazioni, solo un po’ di imbarazzo per trovarsi fianco a fianco con compagni di scuola conosciuti solamente di vista e con cui non si ha mai parlato. Fila tutto liscio ed atterraggio in Irlanda alle 13.35 in punto, puntuali come orologi svizzeri; recupero dei bagagli ed ecco che la comitiva viene caricata in un pullman e portata al meeting point, dove incontriamo per la prima volta le host families.

“Guarda quella coppia, speriamo di essere ospiti da loro”, “Quelli sono i nostri, sicuro al 100%, lo si vede dalla faccia!”. “No, da quelli no!” e così via…I commenti partono, talvolta gentili e cortesi, talvolta ironici. Dopo una decina di minuti tutti vengono assegnati alle famiglie: c’è chi se ne va in macchina e chi a piedi; io vengo accolto da una signora anziana, Margaret, che si rivela subito un tesoro e, accompagnatici alla macchina ci presenta il marito Joe, un tipo tranquillo e distinto, che ci saluta in modo cordiale.

Arrivati a casa ci viene servito un pasto consistente in un paio di panini e una spremuta, che vengono accettati di buon grado visto che non toccavamo cibo da diverse ore. Dopodichè tutte le famiglie, come d’accordo, ci lasciano all’esplorazione dei dintorni ed infine, dopo una passeggiata di un’oretta e mezza, ritorniamo a casa e ceniamo, rigorosamente alle 7 di sera.

Il primo giorno, domenica, ritrovo alle 10 in punto allo Spire, torre d’acciaio alta 120 metri e di 3 metri di diametro. Incontriamo Paddy, la nostra giovane guida che ci spiega che circa 40 anni fa c’era la statua dell’Ammiraglio Horace Nelson in quel luogo. Un attentato dell’IRA la buttò giù ed al suo posto fu costruita la guglia che ci sovrasta. Si va al mare col trenino Dart a fare la scogliera (cliff) di Howth, a piedi per la brughiera; l’escursione è lunga e divertente e i  ragazzi cominciano a fare amicizia. Verso le 6 ci si saluta e si torna ognuno a casa propria.

Lunedi comicia la scuola: 4 ore da 45 minuti con insegnanti irlandesi molto gentili e simpatiche, con le quali faremo interessanti attività durante la settimana: recite, giochi di ruolo, dibattiti politici e molto altro ancora, senza però dimenticare lo studio della grammatica e use of English.

I giorni passano veloci, i ragazzi sono entusiasti, le professoresse accompagnatrici (anche loro seguono dei corsi la mattina) sono molto disponibili e ci fanno scorrazzare qua e là per la città: Dublinia, un parco tematico situato nel cuore della città medievale ci racconta l’Irlanda vichinga; le chiese più importanti: St Patrick’s Cathedral e Christ Church Cathedral e le biblioteche: la moderna Chester Beatty Library, dove sono conservati manufatti antichissimi attraverso i quali esploriamo l’arte religiosa, e l’antica biblioteca  del Trinity College con il famoso Book of Kells dei primi monaci irlandesi. Poi sarà la volta dei musei: il Natural History Museum; il National Museum of Archeology. Last but not least la Guinness Storehouse, la ex fabbrica della famosa birra irlandese, edificio immenso con all’ultimo piano una panoramica a dir poco sbalorditiva sulla città; il tutto si conclude con un paio d’ore di libertà nelle quali si può scegliere di fare shopping o andare con gli amici in qualche bar per un caffè o una cioccolata calda.

Dopo una settimana il gruppo è affiatatissimo, ragazzi che fino ad una settimana prima non si erano mai parlati ora ridono e scherzano insieme, anche le professoresse si dimostrano molto simpatiche e si divertono insieme agli studenti, portandoli a mangiare un ottimo fish and chips, pesce e patatine, piatto tipico del posto nella più antica pub di Dublino: la Brazen Head dove vediamo la foto di Michael Collins appena uscito di prigione nel 1916.

L’ultimo giorno è giunto, si salutano le tutors irlandesi e con la fedelissima guida Paddy, che ci ha tenuto compagnia per tutta la settimana, ci si dà appuntamento in Italia, visto che verrà a Padova in aprile per una maratona internazionale.  Il gruppo si dividerà: c’è chi partirà la mattina alle quattro per volare direttamente su Venezia e chi partirà nel pomeriggio per atterrare a Verona e rientrare in pullman giusto in tempo prima della nevicata.

Si conclude così questa fantastica esperienza culturale e linguistica che rimarrà senza dubbio nel cuore di ognuno di noi: un ringraziamento particolare alla professoressa Giuseppina Carestiato, referente dell’attività stage d’Istituto, e al Dirigente Scolastico, prof.Roberto Gaudio per avere reso possibile questa opportunità formativa.

Grazie!

Eire

by Isabella Sordi

EIRELand of the Celts,

the Vikings

and not only.

Land of the mystery,

the gilded shield

and the book of prayers.

The howl of the wolf

and the cry of the sea-gull.

Newborn, old country.

Air-ah.

A finger, pointing

at your ever-changing skies.

Ah, the Troubles!

Ah, your pain.

But, as I see you,

a great peace floods me,

as though I were

the dead Viking king,

surrounded by torches,

floating on a ship

bound

for the open sea.

 

Foto di Ilaria Lanza
Foto di Ilaria Lanza – 4E