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La vera storia di Piazza Barche

Elena Cerisola 5A

Tutte le costruzioni architettoniche che sono giunte fino ai giorni nostri ci raccontano mille storie. Piazza Barche possiamo immaginarla suddivisa in quattro aree:

  • La piazza vera e propria, che comprendeva anche via del Teatro Vecchio e via Paolo Sarpi;
  • Canal Salso, che separava i due centri abitati tracciando una divisione sia fisica che sociale;
  • La ‘parte dell’ombra’, cioè la parte dell’abitato adiacente alla riva destra;
  • La ‘parte del sol’, che costeggiava la riva sinistra.

Piazza barche mestre-ipotesi recupero storico2

LA COLONNA DELLA SORTITA

In Piazza Barche, all’altezza di Corso de Popolo, si eleva una bella colonna di ordine ionico con sovrastante un leone alato di bronzo. Il monumento, ideato e realizzato dallo scultore Angelo Seguso, fu inaugurato il 4 aprile 1886 in memoria della Sortita di Marghera. Il 27 Ottobre del 1848 si era svolta un’epica battaglia per liberare Mestre dalle truppe austriache comandate dal generale Mittis e il generale Pepe e il Maggiore Radaelli idearono una sortita dal Forte Marghera. I patrioti italiani, nettamente inferiori per numero e dotazioni, dopo un furioso combattimento sul Ponte della Campana (l’attuale via Poerio) costrinsero il nemico alla fuga, una lapide all’ingresso di Piazza Ferretto ricorda tale episodio.

LA POSTA DI MESTRE

Il servizio postale era stato istituito precedentemente dall’imperatore Augusto (I sec. a.C.), dato che nel 131 a.C. il pretore T. Annio Rufo, aveva fatto costruire un’importante strada che congiungeva Adria con Padova, Altino, Concordia e Aquileia che fu denominata Annia. Il trasporto della corrispondenza avveniva per mezzo di corrieri a cavallo e, a una distanza di circa 5-6 miglia, venivano istituite delle “stazioni di posta” in cui i corrieri avevano la possibilità di cambiare cavallo.

Tuttavia vi sono numerose mappe che testimoniamo la presenza di una stazione postale a Mestre, a partire almeno dal 1600. L’ufficio postale era il punto di arrivo dei servizi postali che provenivano giornalmente da Treviso, ma non solo, poiché arrivava anche  la posta estera dell’impero.