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A Laurana Berra il «Premio Settembrini»

di Francesco Giaccari, 5F (Liceo scientifico)

Si è svolta in data 22 novembre 2013 la cinquantunesima edizione del premio letterario Settembrini, al teatro Toniolo di Mestre, fondato nel 1959 per iniziativa di Arnaldo Settembrini, con la partecipazione nel tempo di celebri letterati come Italo Calvino, Aldo Palazzeschi, Dino Buzzati.

La manifestazione, rivolta solo a scrittori di racconti brevi, ha visto la vittoria di Laurana Berra sugli altri 5 finalisti  dei 26 partecipanti totali, che per uno spiacevole imprevisto legato a motivi di salute non ha potuto prendere parte alla premiazione incaricando il suo editore di farne le veci. Con “La guerra finalmente”, una serie di novelle legate al tema della Seconda Guerra Mondiale, vista con gli occhi innocenti di adolescenti e bambini, e forse con gli occhi dell’autrice stessa, la Berra vince in maniera schiacciante, con un terzo dei voti totali, trenta per l’esattezza, come il numero dei giovani giudici che hanno proclamato vincitrice la scrittrice. Da quest’anno infatti la giuria è composta da giovani, provenienti dai Liceo Bruno-Franchetti, Morin, Marco Polo, Foscarini e Benedetti e da universitari degli Atenei di Ca’ Foscari di Venezia e di Padova; giuria molto composita per età e per esperienze di giovani accomunati dalla fortuna di aver partecipato ad un evento che non può non averli arricchiti.

La serata è stata allietata da un concerto jazz, con brani eseguiti dai musicisti dei conservatori di Venezia, Castelfranco Veneto e Rovigo.


Recensione di Alice Salvadego, classe IIID classico, al libro di Laurana Berra, «La guerra, finalmente!».

La-guerra-finalmenteOgnuno di noi è convinto che tutto ciò che possiede gli sia dovuto. Avere una casa, una famiglia, uscire in tutta tranquillità per andare al lavoro o a scuola sono una serie di condizioni irrinunciabili, delle quali oggi non possiamo assolutamente fare a meno, e se ci può essere per qualcuno la sventura di non esserne in possesso, beh, l’importante – sotto sotto – è che non tocchi a noi!

Ora, immaginate di notare – appena poco dopo esservi alzati la mattina – che l’appartamento di fronte al vostro, dove ogni giorno vedevate una comune famiglia, sia disabitato.  Oppure immaginate che durante la cena, dopo una lunga giornata di lavoro, qualcuno bussi alla porta e che a farlo non sia la vicina per chiedere un misurino di zucchero, ma un branco di poliziotti armati che entrano a casa vostra ribaltandola da capo a piedi. Ancora, provate a pensare cosa significhi uscire e trovare appeso a un albero il cadavere di una persona che amate. Quando c’è di mezzo la guerra, nulla è scontato, nemmeno le cose più semplici: si è disposti ad uccidere e nessun crimine è impossibile da commettere.

In La guerra, finalmente!, raccolta di racconti vincitrice del Premio Letterario Settembrini 2013, Laurana Berra, attraverso una scrittura emozionante dalla sintassi cristallina, mette su carta i ricordi personali di un orrore che non dovrà mai più ripetersi, di un fenomeno sociale che ha sconvolto milioni di persone, lacerando famiglie e lasciando un’indelebile cicatrice nel cuore delle generazioni a venire, segno che non ci potrà mai essere un totale perdono per quanto è stato commesso. I racconti, spesso aventi come protagonista una ragazza, riescono a frantumare la barriera spazio-temporale che separa la Seconda Guerra Mondiale con l’attualità, facendo immedesimare il lettore con i protagonisti indipendentemente dal sesso e dall’età.  Memorie di guerra dunque: un connettivo tra passato e presente, una garanzia per il futuro.

Come membro, per la prima volta, di una giuria incaricata di assegnare un così importante premio letterario, ho avuto la possibilità di valutare i testi letti non più soltanto tramite il mero gusto personale (che comunque alla fine gioca un ruolo fondamentale), ma andando alla ricerca del vero messaggio di ogni testo, soppesando i temi affrontati in funzione di quello che deve essere il tratto distintivo di un buon libro: la capacità di far riflettere.

Laurana Berra non ha usato mezzi termini o edulcorazioni per descrivere le situazioni che si sono venute a creare nella sua vita, semplicemente si è fatta pura testimone della verità storica spingendo il lettore a interrogarsi su ciò che è stato. Non poteva che vincere La guerra, finalmente!

 Ho trovato di gran lunga stimolante il confronto con gli altri giovani giurati, dato che ognuno di noi ha avuto la possibilità di condividere le proprie sensazioni su ciascuna opera, spesso sorprendendoci delle opinioni altrui e cogliendo aspetti e dettagli che inizialmente non erano stati presi in considerazione.

Consiglio a chiunque ami leggere e scrivere di provare a farsi carico per una volta della responsabilità di giudicare il lavoro degli altri, magari, chissà, facendo leva sulla volontà di mettersi in gioco, sulla propria sensibilità e sul proprio talento, pronti a confrontarsi anche con i membri della giuria tecnica presieduta dal prof. Giorgio Pullini, docente universitario di letteratura italiana a Padova.

Il Premio Letterario Settembrini è giunto ormai alla sua cinquantunesima edizione e attende già nuovi aspiranti membri di giuria per il prossimo anno: fatevi avanti!