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CARLO VERDONE INCONTRA IL PUBBLICO E PRESENTA SOTTO UNA BUONA STELLA ALL’IMG CINEMAS DI MESTRE

Il rapporto del regista con Venezia e il Veneto, la soddisfazione per aver battuto negli incassi George Clooney, la nuova emigrazione dei laureati e l’apprezzamento per la sua partner Paola Cortellesi e per il collega Paolo Sorrentino

di Luca Belloni 3G

VerdoneSei giorni dopo l’uscita nelle sale di Sotto una buona stella, commedia che lo vede impegnato nel ruolo di regista e co-protagonista (con Paola Cortellesi), Carlo Verdone arriva a Mestre per presentare la pellicola [19 Febbraio].
Esauriti i complimenti per la nuova multisala cinematografica annessa al Centro Culturale Candiani, che, per la prima volta a due mesi dall’inaugurazione ospita un grande cineasta mentre il suo film è in programmazione, Verdone comincia a rispondere alle domande: in molti si interessano del rapporto del regista con Venezia, qualcuno chiede addirittura se non gli siano antipatici i veneziani.
“Ma no!” – è la risposta – “Ho degli stupendi ricordi legati a Venezia: da piccolo, avrò trascorso sei o sette estati al Lido. Se ho mai pensato di dirigere un film esclusivamente a Venezia? Venezia in particolare, non l’ho mai ritenuta particolarmente adatta per una commedia del mio stile: la scenografia è tanto solenne che si rischia che cancelli tutto il resto. Invece, mi piacerebbe focalizzarmi sull’entroterra veneto… Lo spirito comico che regna nella regione è molto apprezzato dal pubblico”
Gli viene chiesto allora se consideri un dato importante per il cinema italiano il successo di incassi del suo film sulla nuova pellicola di George Clooney: “Mah, il successo di un film dipende da molti fattori: il genere, le aspettative del pubblico, la promozione….Però, se devo dirla tutta, questo risultato mi rende molto felice: dopo trentacinque anni di cinema, è bello costatare di avere ancora un così buon feeling con il pubblico.”
A chi gli chiede se il film si focalizza anche sul fenomeno della “fuga” dei giovani italiani all’estero, Verdone risponde: “Sì, si parla anche di questo. L’ho sperimentato con gli amici dei miei figli, il fenomeno esiste ed è grave: troppi giovani oggi sono costretti a “emigrare” per trovare un impiego o completare al meglio i propri studi. In generale, non è un buon momento per l’intera Europa, che sta invecchiando: il mio compito è stato innanzitutto quello di comprendere questa situazione e di raccontarla.”
Infine, due note di apprezzamento per Paola Cortellesi e Paolo Sorrentino: “Paola ha un senso dell’ironia molto simile al mio. Non ho fatto fatica a spiegarle la parte, perché si è subito calata perfettamente nello spirito del film, il suo pregio più grande è la capacità di sdrammatizzare con intelligenza. Quanto a Paolo, grandi successi del genere si costruiscono quando vi è piena comprensione tra produttore e regista. Compito dei produttori è proprio quello di dare fiducia ai propri registi: quando questo succede, si riesce veramente a rendere onore al cinema italiano.”