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Intervista agli imperatori Traiano e Tito

di Michela Venier e Lucia Brunello

TraianoMi trovo ora nel palazzo imperiale, l’imperatore Traiano arriva adesso con un po’ di ritardo. Un uomo distinto, non diverso nell’aspetto da molti suoi coetanei ma appena lo vedo sono colpita dal suo carisma. Entrando si scusa per il ritardo e io ne approfitto per iniziare l’intervista:

“Buongiorno imperatore, posso chiederle se è stata una faccenda di governo a trattenerla più del dovuto?”

“Sì, mi sono trattenuto in senato per proporre le alimentationes, delle istituzioni statali assistenziali per lo studio e l’impiego degli orfani”

“Interessante, perciò lei sta prendendo dei provvedimenti nell’ambito del sociale?”

“Esatto, sto anche pensando all’erogazione dei prestiti alle imprese del ceto medio per finanziare la crescita economica.”

“So che finora ha già dato grande slancio all’economia attraverso imponenti opere pubbliche”

“Si ,è vero,fin ora ho disposto che venissero bonificate le paludi Pontine, che venissero costruiti nuovi acquedotti in molte regioni dell’impero e vari ponti. Inoltre ho appena iniziato la realizzazione di un foro e di una colonna celebrativa delle mie imprese in Dacia”

“Ci parli di queste ultime”

“Devo dire che prima della vittoria i Daci hanno dato parecchi problemi. Inizialmente fummo sfidati dalle loro continue incursioni,guidate da Decebalo,il loro re, che poi non si rassegnava a sottostare al nostro potere. Per questo noi Romani abbiamo dovuto operare con campagne per diversi anni. Devo dire che gli animi dei Daci sono stati difficili da domare, quasi come quelli degli Ebrei”

“Fa forse riferimento alla recente ribellione in Giudea?”

“Si, mi riferisco a quella”

“Quindi la vittoria di cui è più fiero è quella contro gli Ebrei?”

“Non esattamente, un’altra molto importante è quella contro i Parti, di quella vado molto fiero perché è un popolo che ha dato problemi ai nostri antenati fin da quando li abbiamo incontrati!”

“Bene! Per cambiare ambito ho sentito che ultimamente alcuni esponenti dell’aristocrazia hanno espresso il loro disappunto per l’obbligo di investire un terzo dei loro capitali in Italia, perché persegue questa politica?”

“Lo faccio perché non bisogna assolutamente che la penisola che ospita la nostra capitale,Roma,sia ininfluente nell’economia, perché questo porterebbe un grave danno anche a Roma stessa”

“Ho capito. Mi permetta ora una domanda personale: trova difficile badare a così tante questioni ogni giorno?”

“E’ il mio dovere e non mi sottrarrò ad esso. Il mio obiettivo è guidare l’impero alla grandezza,portare giustizia e civiltà nel mondo e per questo faccio del mio meglio”

“Ci sveli solo un’ultima curiosità: ha già in mente qualcuno come suo successore?”

“A dire la verità sì, c’è un giovane molto promettente che si è distinto ma.. per ora non dico niente,sarà la storia a parlare!”

Finita l’intervista, io e l’imperatore ci siamo congedati e ognuno è tornato alle sue faccende.

SECONDA INTERVISTA ALL’IMPERATORE TRAIANO

di Bianco e Bellamio

Oggi incontriamo l’ imperatore Traiano, che ci concederà, gentilmente, un’intervista. Arrivati al suo immenso palazzo, lo troviamo intento ascrivere una lettera, ma cominciamo subito con l’intervista.

-Ave imperatore, ci dispiace disturbarla, ma possiamo chiederle a chi sta scrivendo?

Scrivo a Plinio, il governatore della Bitinia, che mi ha fatto alcune domande su come comportarsi con i Cristiani.

-A proposito di Cristiani, lei cosa ne pensa?

Sono dell’idea che i Cristiani possano essere un pericolo per la nostra società, ma ritengo non si debbano perseguire in seguito a denunce anonime, non è segno di un popolo civile! Comunque ora preferirei parlare di altro.

Certo ,Lei è nato in Spagna, come ci si sente ad essere il primo imperatore non italico?

Penso sia un passo in avanti che bisognava fare, è giusto così, ormai siamo un grande impero.

-Aiuta anche la recente conquista della Dacia?

Sicuro, sono fiero delle due spedizioni che ci hanno permesso di controllare un territorio così importante per le sue ricchezze.

-Cosa si aspetta dal futuro e quali sono le sue ambizioni?

Cerco di creare un impero in cui tutti possano vivere bene e mi piacerebbe fare nuove conquiste.

-A chi si ispira tra i suoi predecessori?

Penso a Vespasiano perché è stato un grandissimo imperatore.

-Ultima domanda: cosa ne pensa della situazione dei ceti più bassi della popolazione e della loro condizione?

Penso sia necessario intervenire e ho pianificato delle leggi a loro favore, e presto le promulgherò.

-Può darci qualche anticipazione?

Vorrei, per esempio, abolire le tasse arretrate, ma per ora non posso dire altro.

-Va bene imperatore, grazie mille per il tempo concessoci, arrivederla.

 

 

TitoIntervista all’imperatore Tito

Un servitore mi sta accompagnando nei giardini del palazzo imperiale nei quali incontrerò l’imperatore Tito. Lo vedo da lontano; è un uomo non molto alto, con un ventre grosso. Avvicinandomi noto che è di bell’aspetto , pieno di dignità e grazia. Per rispetto faccio un accenno di inchino e lui mi risponde con un sorriso.

“Buongiorno imperatore,grazie per avermi ricevuto, so che non deve essere stato facile, visti i suoi numerosi impegni “

“Buongiorno anche a lei. Effettivamente è vero che in questo periodo trovo poco tempo da dedicare ad attività che non riguardino il governo dell’Impero: ci sono molte questioni da risolvere.”

“Immagino si riferisca al tremendo incendio che fino a poche ore fa ha imperversato per Roma. Cosa ha intenzione di fare a riguardo?”

“Innanzitutto ho già ordinato che si attivassero le coorti che fungono da vigili, ho intenzione di elargire viveri a tutta la popolazione colpita e andrò personalmente sui luoghi del disastro nei prossimi giorni. Speriamo proprio che con questo incendio si sia esaurita l’ira degli dei!”
“Già, come se non fosse bastato quell’altro accadimento di Pompei. Anche allora fu disastroso.”

“Si, oserei dire addirittura traumatico. Sono rimasto molto colpito per le vicissitudini degli Ercolani e dei pompeiani,io che voglio così bene al mio popolo! In quel frangente ho disposto subito che venissero inviati ingenti aiuti in viveri, ed ho avuto cura che l’eredità dei deceduti senza eredi andasse a beneficiare i più colpiti. Anche in seguito, per mesi ogni cittadino dell’impero ha avuto paura che la terra gli eruttasse sotto i piedi.”

“Capisco,quindi momenti difficili. Ma Lei ha una grande intesa col suo popolo,ed ha portato al loro brillante superamento.”

“Considerato il comportamento tenuto dai miei predecessori, sono desideroso di avere un buon rapporto con la plebe e anche col Senato, verso il quale nutro grande rispetto. Sono convinto che la chiave di un buon principato stia in ciò.”

“E a questo proposito, sembra che lei abbia riscosso un grande successo con il completamento dell’anfiteatro Flavio. Sia la plebe che il Senato sono rimasti contenti di ciò: i primi perché hanno assistito a cento giorni di spettacoli, mentre i secondi sanno che con quest’opera si onora la memoria di suo padre, Flavio Vespasiano”

“Esattamente. Anche se devo dire che è stato molto impegnativo organizzare i giochi, dal momento che ho dovuto spendere molti soldi e occuparmi di molte faccende riguardanti soprattutto il mantenimento delle belve feroci, provenienti da Africa ed Asia. Durante i giochi ci sono stati spettacoli straordinari: cacce, combattimenti e le immancabili esecuzioni capitali. La plebe si è divertita moltissimo.”

“Passiamo ad argomenti più personali, Ci parli della sua famiglia.”

“Questa non è una storia lieta… Infatti, la mia prima moglie è morta un anno dopo le nozze, poi dopo essermi risposato con Marcia Furnilla, ebbi mia figlia Giulia. Poco dopo però, scoprendo che la famiglia di Marcia era coinvolta nella congiura dei Pisoni, la ripudiai. Tutt’ora la mia unica gioia familiare è Giulia .”

“Molto toccante, ma non ci ha parlato di suo fratello Domiziano. Come vanno le cose tra voi?”

“Ahah, lui è davvero un simpaticone. Pensi che il mese scorso ha tentato di aizzarmi contro le truppe!”

“Cosa? Non ha forse paura di lui?Non ha paura di essere avvelenato?”

“No,per quanto bizzarro possa egli essere, non farebbe mai una cosa del genere… In fondo mi vuole bene…”

Concludiamo così l’intervista scambiandoci i convenevoli di rito.