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Intervista all’Imperatore Vespasiano

di Anonimo

VespasianoCi troviamo nella Roma Vespasiana. Girando tra le numerose vie e i numerosi cunicoli, ci ritroviamo davanti al senato. Entriamo. La scena che ci si presenta davanti è caotica; i senatori discutono animatamente, attorno all’imperatore Vespasiano. Attendiamo che la folla si dissolva e ci avviciniamo a lui, titubanti, ma consapevoli che quella occasione non si ripeterà facilmente, per fargli qualche domanda.

Ave Vespasiano!

Ave!

Possiamo farle qualche domanda per conoscerla meglio?

Certo, dite pure.

Cominciamo. Quando è nato?

Sono nato il 17 novembre del 9 d.C. in Sabina.

E quali erano le origini della sua famiglia?

La mia famiglia ha origini contadine. Nacqui in campagna presso un piccolo villaggio chiamato Vicus Phalacrinae e fui educato, insieme a mio fratello Tito Fabio Sabino, che ora è praefectus urbi, da mia madre Vespasia Polla, e da mio padre Flavio Sabino, esattore di imposte e operatore finanziario di Rieti.

Ha moglie e figli?

Si, mia moglie è Flavia Domitilla, dalla quale ho avuto tre figli: due maschi,Tito e Domiziano, e una femmina, Domitilla.

quali sono le circostanze di inizio del suo governo?

sono stato acclamato dalle mie truppe e sono salito al trono a 60 anni,nel 69 d.C., al posto dell’imperatore Vitellio.

Come ha trovato la situazione generale finanziaria dello stato romano?

Nerone aveva svuotato le casse statali, perciò tendo ad essere avaro, non per mia personale prudenza, ma perchè il denaro mi è servito per finanziare la guerra contro gli Ebrei.

Quali sono state le sue azioni durante il suo governo? O meglio, quelle le conosciamo già, qual è stata quella che le ha dato più soddisfazione?

Sicuramente l’azione migliore che potessi fare è stata quella di emanare la: “Lex de Imperio Vespasiani“, grazie al quale ho il diritto di concludere trattati internazionali, di intervenire nelle elezioni dei magistrati e di non essere vincolato da leggi o plebisciti. Mentre, per quanto riguarda le mie imprese militari, la più importante è stata quella combattuta contro gli Ebrei, che si è conclusa con la conquista di Gerusalemme nel 70 d.C. da parte di mio figlio Tito.

E tra le sue numerose opere pubbliche a Roma,quale ritiene la più importante?

Beh, quella a mio parere più importante e che mi sta più a cuore è quella che sto innalzando proprio in questo periodo: un enorme anfiteatro a cui darò il mio nome: anfiteatro Flavio, che sto riuscendo a costruire grazie al bottino ricavato dalla guerra di Gerusalemme, di cui vi ho parato prima.

Oh, molto interessante! Chi pensa erediterà il suo titolo di imperatore?

Ho intenzione di lasciare il mio potere ai miei due figli Tito e Domiziano.

La ringraziamo per il suo tempo. Ci congediamo. Vale!

Vale!