Il nostro angolo Intercultura

FINALMENTE NEW YORK!

di Giulia De Rosa, 5A

“Le prime giornate di un europeo in America
possono essere paragonate alla nascita di un uomo”
Franz Kafka

Da sempre ho avuto una “fissa” per l’America. Entrare in questo mondo chiaramente diverso dal mio sarebbe stato un sogno che si realizza. Lo scorso anno ho vissuto uno sprazzo di questo sogno.

A soli diciassette anni, con l’approvazione e il sostegno dei miei genitori, ho deciso di intraprendere una vacanza studio all’estero. Destinazione New York City.

Prima della partenza ero emozionatissima e nervosa, ma felice. Dopo nove ore circa di aereo, sono arrivata all’aeroporto JFK di NY. La prima vista della città, di sera, mi ha fatto sentire come una fan quando incontra il suo attore preferito. Una sensazione incredibile! Difficile da descrivere. La mia prima impressione? “Grande”! Tutto era grande. Più grande! Grattacieli, strade larghissime, una fiumana di gente…

Raccontare tre settimane a New York in poche righe sarebbe una missione impossibile, quindi scriverò solo alcuni dei momenti indimenticabili di questa esperienza. Innanzitutto a New York c’è tutto. Shopping, musei, arte, cultura, vita notturna, Broadway e tanto altro ancora.

La visita a Ground Zero è stata sicuramente il momento più commovente. Leggere i nomi di centinaia di persone che hanno perso la vita, nella tragedia più immane degli ultimi anni, dà un brivido che dura un attimo, ma lascia un ricordo triste che porteremo con noi per sempre.

Camminando a Central Park sembra di essere in un’oasi di verde e laghi. Le persone fanno sport, i bambini giocano, le famiglie fanno pic-nic sul prato, artisti di strada si esibiscono. L’atmosfera qui è molto rilassante.

E poi lo skyline di NY. Non solo dall’Empire State Building, ma anche dal ponte di Brooklyn, la vista è grandiosa, da togliere il fiato.
Tappa obbligata è la Statua della Libertà: simbolo della Grande Mela. È molto bella, soprattutto perché si trova in una posizione tale da essere la ”guardiana” della città. A essere sincera, però, pensavo fosse più grande: in confronto ai grattacieli di Manhattan appare piuttosto “piccola”.

Molto interessanti sono state le visite al MOMA (Museum of Modern Art), MET (Metropolitan Museum of Art) e al Solomon R. Guggenheim Museum, dove, tra l’altro era, in corso l’esposizione sul futurismo italiano.

Ci sono tanti altri momenti che non dimenticherò di questo periodo con l’unico augurio che ce ne siano molti altri ancora. Lo spirito con cui sono rientrata in Italia, infatti, è la speranza di poterci tornare presto. È stata un’esperienza indimenticabile che mi ha arricchito anche dal punto di vista personale, dandomi la possibilità di confrontarmi con persone dallo stile di vita e la mentalità molto diversi dalla mia.

Un enorme “GRAZIE” va ai miei genitori che hanno reso tutto ciò possibile, ma che soprattutto hanno creduto in me.

New York