Campo lungo

ATTENTATO A PARIGI: PERCHE’ ANCORA LA FRANCIA?

Eiffeldi Luca Polesel 5A (Classico)

Non è passata nemmeno una settimana dalle 22 di venerdì scorso, tristemente note ormai in tutto il mondo come l’inizio di una serie di attentati coordinati fra loro che hanno sconvolto il cuore di Parigi. La popolazione mondiale è ancora carica di sgomento ed orrore per questa ingiustificata e disumana strage, e molti si saranno chiesti le motivazioni di questo secondo attacco che viene definito un “atto di guerra” nuovamente in Francia, proprio a Parigi. Sono state addotte diverse ragioni e date opinioni contrastanti nelle ore e nel fine settimana seguenti al terrificante fatto, ma il pensiero comune che mette in primo piano l’importanza storica e la centralità di Parigi potrebbe non coincidere con la fondamentale motivazione che ha posto la Francia e la sua capitale nel mirino dei terroristi dello Stato Islamico. Jean Guisnel, esperto francese di intelligence, dichiara che le ragioni che espongono ad un rischio maggiore il suo Paese e Parigi sono di ordine militare e culturale. Prima di tutto c’è da considerare che non è stato un episodio singolo apparentemente disorganizzato come quello verificatosi alla redazione del magazine “Charlie Hebdo” accaduto durante lo scorso gennaio, ma in questo caso si è trattato di un susseguirsi di stragi chiaramente pianificate, atte a creare il panico: perciò l’attacco, a quanto teorizzano gli esperti, è stato ordinato da “piani alti”, e pianificato da tempo. Dunque Guisnel evidenzia che la Francia è molto attiva nelle questioni del Medio Oriente, oltre a combattere quasi da sola l’estremismo islamico in Mali, venendo quindi considerata un punto di riferimento nella lotta al Califfato. Un secondo probabile motivo analizzato dall’esperto consiste nella presenza sul territorio nazionale francese della più grande comunità musulmana d’Europa, composta di circa sei milioni di fedeli, che confida nella radicata laicità dello Stato. Ma ad avvalorare la tesi che la Francia sia colpita per il suo ruolo guida nella coalizione anti-ISIS, giunge questa rivendicazione dello Stato Islamico: “La Francia rimarrà tra gli obiettivi principali e continuerà a sentire l’odore della morte per aver preso la guida della crociata, aver insultato il Profeta e essersi vantata di combattere l’Islam”. Dopo aver pronunciato questa frase, il Califfato ha minacciato anche Washington, Londra e Roma, capitali di Stati coinvolti in prima linea nelle operazioni contro l’estremismo islamico per motivazioni analoghe. Roma inoltre ospiterà anche un anno giubilare della Chiesa Cattolica, che si pensa la esporrà maggiormente al terrorismo, e la preoccupazione sale anche in Italia, mentre si contano i deceduti, fra i quali anche una ragazza veneziana. La nostra scuola stessa è stata sede di dibattiti riguardo sul tema della sicurezza e delle posizioni che si pensa dovrebbero essere prese. In V A si è discusso sulle motivazioni che possono aver spinto i terroristi a tale gesto, riguardo alle risposte date da politica e autorità statali sull’argomento e anche riguardo alle possibili conseguenze negative o meno che questo drammatico episodio potrebbe comportare. Alcune classi hanno spontaneamente, adottato per solidarietà, simboli come la bandiera francese o l’emblematica immagine della Tour Eiffel spenta, in segno di lutto, come sfondo della propria lavagna elettronica.