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IL PASSATO IN BUONE MANI – ALLA SCOPERTA DEI TESTI ANTICHI

Di Giulia Celegon – IC Classico

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La dott.ssa Elisabetta Lugato assieme agli studenti della classe IC in una sala della biblioteca.

Era una fredda mattina di dicembre quando la classe IC, guidata dalla professoressa Alessandra Artusi e il professore Giovanni Millino, si è diretta in piazza San Marco per visitare la Biblioteca Nazionale Marciana, sede di importanti manoscritti antichi.

Prima di narrarvi la nostra avventura, è bene forse raccontare con un breve excursus la storia della cosiddetta “Libreria di San Marco”.

Già ‘pubblica’ nella mente di Francesco Petrarca, egli per primo concepì l’audace progetto di una biblioteca aperta nel cuore della Repubblica di Venezia; nel 1362, infatti, egli decise di donare i suoi libri alla Repubblica, perché andassero a formare il primo nucleo di una più ampia raccolta aperta agli studiosi e amanti della cultura, ma il suo piano non ebbe seguito a causa delle spese necessarie alla conservazione e al mantenimento dei libri.

Nel secolo successivo, la donazione dell’imponente e preziosa raccolta libraria del cardinale greco Bessarione (giunta a Venezia a partire dal 1469, ospitata in Palazzo Ducale, governata dal Senato e posta sotto la cura dei Procuratori di San Marco) diede un reale impulso all’idea della costruzione della biblioteca dello Stato; così essa prese corpo concretamente solo sotto il doge Andrea Gritti e grazie al suo progetto di rilancio della città.
La realizzazione dell’Edificio della Pubblica Libreria, ospitante la collezione di Bessarione con le future acquisizioni e gli uffici dei Procuratori di S. Marco, fu affidata a Jacopo Sansovino che iniziò i lavori nel 1537, terminati poi nel 1570 ad opera di Vincenzo Scamozzi. La biblioteca si arricchì in seguito grazie a numerose donazioni e lasciti, nonché per effetto dell’obbligo imposto agli stampatori di depositarvi un esemplare di ogni libro pubblicato, come previsto da una legge veneta del 1603 (la prima in Italia in materia). Il patrimonio ospitato dalla Marciana non è situato in un’unica sede, ma nel cosiddetto Palazzo della Libreria, in piazza San Marco, e nel Palazzo della Zecca.

Il patrimonio odierno della Biblioteca consta di:

  • 1.000.000 volumi circa
  • 13.117 manoscritti in volume
  • 4639 manoscritti non legati
  • 2887 incunaboli
  • 24.060 cinquecentine

Dunque, giunti davanti alla Biblioteca, subito siamo colpiti dai due Giganti posti all’entrata, possenti guardiani di questo tempio di sapienza. Dopo essere entrati, ci stupisce la bellezza del luogo, accogliente e ospitante, che sembra quasi invitare i visitatori a sostare tra gli scaffali per contemplare i libri, per smarrirsi in mezzo a così tanta conoscenza. Intorno a noi, si innalzano numerosi scaffali, il silenzio sovrano e il fruscio di qualche pagina sfogliata suscitano il desiderio di perdersi tra quei libri e assaporare il dolce piacere della lettura. Veniamo accolti da una gentile bibliotecaria, la dott.ssa Elisabetta Lugato, che ci fa accomodare in una saletta interna e ci racconta brevemente la storia della biblioteca e l’importanza dei testi qui conservati. Con lei abbiamo addirittura l’onore e il privilegio di poter ammirare il Codice Venetus A (codice in pergamena del X secolo), il manoscritto più famoso dell’Iliade di Omero, considerato come il testo direttamente collegato alla tradizione alessandrina di Aristarco di Samotracia, che operò proprio nella celebre biblioteca di Alessandria d’Egitto. Oltre al testo dell’Iliade, il Venetus A conserva numerosi livelli di annotazioni, glosse e commenti noti e un riassunto del Ciclo troiano. Osserviamo Elisabetta girare prudentemente le pagine: lo sfrigolio della pergamena induce a pensare che si tratti di foglie pronte a sbriciolarsi. Ammiriamo la delicatezza e la cura con cui ci indica il contenuto del manoscritto, tratteniamo il respiro quando passa da un foglio all’altro. Riconosciamo tra le righe i caratteri greci che studiamo ogni giorno, la maestria della mano che li ha tratteggiati, lo stupore accompagna i nostri sguardi.

Indubbiamente si è rivelata essere un’esperienza interessante, degna di nota (non sul registro scolastico!). Poter osservare così da vicino testi greci a noi ben noti è stata un’occasione unica, certamente apprezzata da noi “classicisti”.

Venetus A folio 100(1)
Codice Venetus A, folio 100, corrispondente a Iliade, VII vv. 482-482.
Venetus A folio 101(1)
Codice Venetus A, folio 101, corrispondente a Iliade, VIII v. 15 ss.