Agorà Campo lungo

QUANTO CONOSCIAMO IL DDL CIRINNÀ?

Di Manfredi Destro – IVC Classico

Negli ultimi mesi siamo stati e continuiamo ad essere  letteralmente bombardati dall’analisi, dalle considerazioni, dalle prese di posizione più o meno politiche, più o meno morali o moraliste,  riguardanti il decreto Cirinnà (esso stesso un termine di cui pochi sono veramente a conoscenza).

Si cerca una "terza via", una mediazione sulla stepchild adoption, il nodo più spinoso della legge sulle unioni civili. Che cos'è la Stepchild Adoption (88mm x 80mm)
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Spesso cerchiamo di interpretare le parole a modo nostro senza accorgerci che possiamo fraintendere il vero significato di un lemma. Cerchiamo di fare chiarezza su dei punti caratterizzanti tale proposta legislativa. Il cosiddetto “Ddl Cirinnà” é un disegno di legge presentato dalla senatrice di cui porta il nome. Le norme in esso contenute  avrebbero il fine di disciplinare ambiti giuridici, per i quali l’Italia é accusata di essere obsoleta e di non essere in linea con le disposizioni europee, afferenti  due argomenti di interesse comune: Le stepchild adoption e le unioni civili.
Il primo istituto permetterebbe alle coppie omosessuali di avere il diritto di adottare un minore. Tale adozione si riferisce non solo alla possibilità data ad un omosessuale di adottare il figlio naturale nato precedentemente dall’altro componente della coppia,  ma anche alla possibilità data alla coppia omo di adottare un bambino nato da madre terza, dal momento che per natura non possono averne di loro. Quest’ultima sarebbe possibile mediante la pratica dell’utero in affitto possibile in altri paesi ma non ancora prevista dalla legge italiana.
Le  unioni civili riguardano invece sia le coppie omosessuali sia le coppie eterosessuali. Al momento, a queste coppie “alternative” e poco canoniche, la cui esistenza non è contemplata dal modello di famiglia previsto dall’art 29 della Costituzione della Repubblica Italiana, non vengono riconosciuti alcuni diritti quali: La pensione di reversibilità, la successione in caso di morte, il diritto di assistenza, l’assegno di mantenimento nel caso di separazione, etc.. Ferma  restando  la pretesa  di questi  di vedersi riconosciuta dallo Stato la loro unione,  sia essa di tipo etero sia essa di tipo omo, alla stregua di un normale e ordinario rapporto coniugale. Sarà ridondante sottolineare che il decreto ha ricevuto circa 6 mila emendamenti?  O  forse é meno importante sottolineare che é stato ri-formulato un nuovo decreto denominato “Cirinná bis”? Molte persone sostengono che tutto ciò vada contro i principi cristiani  e della Chiesa cattolica (che l’Italia ha in gran parte adottato), altri si aggrappano ai principi dettati  dalla Costituzione,  altri ancora  sostengono e hanno a cuore questo lifting  di “ringiovanimento”  istituzionale sia per ideologie sia per interessi propri. Ultima fazione é occupata da persone che  per diversi valori morali sarebbero d’accordo a realizzare solo una parte di questo decreto in quanto espressione di un’Italia che si adegua all’esigenza del proprio cittadino senza snaturarsi, senza rivoluzionare o, ancor peggio, rinnegare la propria storia e il proprio percorso.

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