Campo lungo

DROGHE DA STUPRO

di Elisa Berlin e Pietro Bertanzon, classe 4B Scientifico.

sgQuello delle droghe da stupro è un fenomeno ancora scarsamente diffuso e poco conosciuto in Italia ma negli Stati Uniti rappresenta una realtà a dir poco preoccupante.

Con l’espressione “droga da stupro” si intende un particolare tipo di sostanza psicoattiva che può essere utilizzata con lo scopo di compiere violenza sessuale. Comunemente si tratta di sostanze inodori e incolori, in grado di essere facilmente disciolte in drink o bevande analcoliche e reperibili da chiunque senza grandi difficoltà. I loro principi attivi sono infatti gli stessi di comuni farmaci acquistabili in farmacia, quali antidepressivi o antistress, che vengono però combinati illegalmente tra di loro; si cita ad esempio il GHB (acido γ-idrossibutirrico – sodio oxibato), in quanto il più comune.

Sono due le peculiarità che differenziano queste dalle altre droghe, come cocaina, eroina, marijuana, di sintesi, ecc: innanzitutto, esse vengono assunte in maniera involontaria e assolutamente inconsapevole. Al momento dell’ingestione, la vittima non ha alcuna intenzione di drogarsi, ma ignora il contenuto di ciò che sta bevendo. In secondo luogo, immediatamente dopo l’entrata in circolo della sostanza, che avviene entro 10 minuti, il soggetto non viene reso indifferente o passivo agli stimoli esterni; al contrario, la droga da stupro provoca un generale eccitamento fisico e mentale e un’esuberanza che rendono la vittima parte attiva nel rapporto che segue. A questo si aggiungono un immediato mal di testa, fame d’aria, aumento del battito cardiaco. Ma l’aspetto forse più inquietante consiste nel fatto che, una volta conclusosi l’effetto (che può arrivare fino a 24 ore), seguano una profonda sonnolenza e soprattutto una totale amnesia rispetto a quanto accaduto nelle ore precedenti. Per questo spesso la vittima non è in grado di denunciare immediatamente la violenza subita. Ella è però “segnata a vita” in quanto il ricordo può talvolta emergere inconsapevolmente attraverso flashback legati a odori o a particolari sensazioni; solo nel caso in cui la stessa sostanza venga reintrodotta nel suo corpo a distanza di tempo, potrebbero venir ricordati i dettagli dell’abuso.

L’uso delle droghe da stupro non riguarda esclusivamente il genere femminile né tanto meno solo determinati ambienti quali locali o discoteche. Negli Stati Uniti non sono mancati casi verificatisi entro le mura domestiche. Ma come contrastare un fenomeno in così inquietante ascesa?

Certo, l’essere perfettamente consapevoli del contenuto di ciò che si beve rimane sempre e comunque una buona regola a cui far riferimento. Ma occorre informare, rendere noto a giovani e meno giovani i rischi e i pericoli a cui si va incontro, così che ogni adolescente possa essere capace di individuare eventuali sintomi anche in amici e conoscenti, ed essere così in grado di evitare un avvenimento che potrebbe rovinare loro letteralmente la vita.

Un grazie sentito alla ginecologa dott.ssa Ghirardini, all’avvocato Versaci e all’ufficiale dell’ Arma dei Carabinieri, che durante l’incontro tenutosi il 1 marzo 2016 presso la Scuola Navale Militare Morosini di Venezia, hanno contribuito con grande competenza e professionalità ad ampliare significativamente le conoscenze di noi giovani studenti riguardo ad un tema così difficile e delicato e attuale.