Campo lungo Il nostro angolo Intercultura

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA

Emergenza migrantiProf.ssa Laura Di Lucia Coletti: “Una scuola come l’IIS Bruno – Franchetti, che unisce la storia dei due più importanti licei della città [di Mestre] non può non interrogarsi di fronte a fenomeni importanti e significativi come quello delle migrazioni, tanto di più perché è collocata in un contesto urbano interessato dalla presenza di molte comunità straniere che, trovandosi in un importante snodo del Nord Est, è inevitabilmente colpito dalle più recenti migrazioni.”

Prof.ssa Daniela Baroni”:Noi Migranti_Migranti e Noi, codice del progetto triennale di Educazione alla Cittadinanza del nostro Istituto è un titolo azzeccato che mi emoziona, perché cela una specie di chiasmo emozionale che rimanda alla Croce .”

Dott. Iside Gjergji: “Dopo 25 anni possiamo ancora chiamare il fenomeno dell’immigrazione un’ emergenza?”

Prof. Ruggero Zanin : “Fino a che punto possiamo abbassare l’asticella dei Diritti Umani?”

Prof. Massimo Cacciari:”Neanche di un millimetro, ragazzi!!!”


Tre conferenze in istituto con Iside Gjergji prima, quindi con Guido Viale, Don Pistolato e Paolo Sola e infine un breve, ma intenso incontro col professor Massimo Cacciari all’insegna dell’Educazione alla Cittadinanza, tre incontri preceduti da un evento al Teatro Toniolo il 31 ottobre e dibattiti in classe a non finire…possiamo dire che la nostra scuola non ha abbandonato gli studenti al panico irrazionale scatenato dagli eventi di  Parigi e di Bruxelles che hanno reso quest’anno scolastico horribilis.


MIGRANTE, EINWANDERER, MIGRANT, ASYLUM SEEKER, REFUGEE di Ilaria Codazzi 4E

Migrante, Einwanderer, migrant, asylum seeker, refugee: questa è ormai un’etichetta che in molti Paesi è stata coniata per descrivere tutti coloro che si spostano dalla loro Terra d’origine, travolta da guerre e violenze, con la speranza di stabilirsi in un luogo in cui ricostruire una vita in pace e degna di essere vissuta.
Di fronte alle diverse opinioni che si sono diffuse su questo tema, è sempre più importante cercare di fare chiarezza e di evitare che si diffondano notizie false che potrebbero alimentare ulteriori tensioni. E’ proprio questo l’obiettivo di una serie di incontri che si sono svolti presso l’Aula Magna della sezione scientifica dell’ l’IIS “Bruno-Franchetti”, dal titolo “Noi Migranti_Migranti e Noi_Educazione alla cittadinanza”, promossi dalla Prof. ssa Di Lucia Coletti Laura.
Il primo appuntamento si è tenuto il 28 gennaio 2016 e ha visto la partecipazione della ricercatrice, Dott.ssa Iside Gjergji, studiosa di fenomeni legati all’immigrazione, nonché della gestione dei movimenti migratori. L’incontro è stato introdotto da alcuni studenti della 4A del Liceo, che hanno preparato una interessante introduzione in modo da suggerire spunti di riflessione, mettendo, per esempio, in evidenza come i movimenti migratori di oggi possono avere delle analogie con quelli che hanno caratterizzato la prima metà del secolo scorso. Partendo dalle considerazioni fatte dai ragazzi, la Dott.ssa Gjergji ha presentato la situazione che stanno vivendo attualmente i migranti in Europa e in particolar modo in Italia. Ha, poi, sottolineato soprattutto il fatto che l’Italia è uno dei Paesi, in cui mancano molte informazioni necessarie per effettuare una valutazione corretta del fenomeno, che deve essere fondata su dati e notizie veritiere. E proprio per questo, ha deciso di riportare dati, evidenziando i caratteri fondamentali del cambiamento epocale che sta avvenendo: un cambiamento che risulta essere globale, non solo perché riguarda l’intero mondo, ma anche perché non partono più solo uomini, ma anche donne e bambini, intere famiglie che affrontano un lunghissimo viaggio, consapevoli che non li aspetta un trasferimento di breve durata, ma un lungo periodo di lontananza dalla patria. Chiarificando da subito i contorni del fenomeno, hanno assunto una nuova luce anche i dati riportati in seguito, che hanno presentato il numero di persone che si spostano ora e di quelli che si sposteranno da qui al 2050, con un tasso decisamente in crescita rispetto a quello attuale. Si è poi parlato di quali siano le cause alla base di queste migrazioni e la loro diversa natura, che potrebbero portare erroneamente a delle distinzioni artificiali tra i migranti. A conclusione dell’incontro gli studenti del Liceo hanno rivolto alla relatrice numerose domande e lei ha dimostrato grande cura nelle risposte e una gran attenzione per tutte le questioni sollevate.
Il secondo incontro svoltosi in istituto è avvenuto il 18 marzo 2016, e ha visto una partecipazione più nutrita di relatori. Infatti sono intervenuti il sociologo e saggista Guido Viale, che ha avuto modo di presentare il suo ultimo libro, “Rifondare l’Europa”, don Dino Pistolato, ex direttore della Caritas di Venezia, e Paolo Sola, responsabile del Centro Boa di Forte Rossarol, che l’anno scorso ha lavorato con la classe 3E alla realizzazione di un cortometraggio  recentemente premiato nel corso del Mestre Film Fest.
All’incontro hanno partecipato diverse classi liceali, che hanno avuto modo di intraprendere una sorta di vero e proprio dialogo con i relatori e che hanno avuto la possibilità di affrontare una tematica così complessa a partire dal contesto nazionale per poi approfondire l’ambito a loro più vicino, il territorio in cui loro stessi vivono e operano ogni giorno.
L’intervento, guidato dalla moderatrice Prof. ssa Di Lucia Coletti Laura, si è svolto a partire dall’analisi di alcuni passi del libro di Guido Viale, che hanno consentito l’approfondimento della situazione in cui si trovano i profughi di guerra e la necessità che hanno di trovare una nuova Terra in cui vivere in pace. E’ stato messo in luce soprattutto come i migranti siano molto spesso giovani, che abbandonano tutto quello che hanno, mettendo a repentaglio anche la loro vita, pur di sfuggire ad una vita di violenza, odio e senza diritti. Molto interessante è stato l’esperimento che il dott. Viale ha proposto. Gli studenti sono stati invitati a immedesimarsi prima in un profugo e poi in un esponente del governo che si rifiuta di accogliere i profughi. Il risultato è stato sorprendente perché in entrambe le situazioni i ragazzi hanno compreso che ciascuno ha le sue ragioni e quindi il relatore si è potuto soffermare sui pro e i contro di ciascuna posizione, facendo in modo che l’accoglienza e il respingimento diventino per tutti gli studenti tematiche su cui riflettere costantemente all’unisono.
La parola è poi passata a don Dino Pistolato, che, analizzando la situazione soprattutto dal punto di vista della realtà territoriale veneziana, ha evidenziato il fatto che la città è un territorio di frontiera a causa della vicinanza del porto di Venezia e dell’aeroporto Marco Polo. La sua conoscenza di diverse realtà locali, gli ha permesso di sottolineare come Venezia sia caratterizzata da una composizione multietnica, anche se a volte nessuno se ne rende conto (è sufficiente, infatti, recarsi in diverse zone di Mestre per averne la prova) e questo conferma il fatto che il meccanismo migratorio sia vario e non sempre ristretto ai luoghi di frontiera. Ha poi voluto indicare come vi sia una differenza sostanziale tra le nuove generazioni che migrano oggi e i loro genitori, dal momento che i primi migrano per restare nel Paese in cui giungeranno, mentre gli altri desiderano fare ritorno nella loro terra natale, considerando solo una tappa temporanea il luogo in cui vengono accolti. Don Pistolato ha poi portato l’esempio di una famiglia di Gerusalemme, che conosceva personalmente, presso la quale ha avuto modo di riscontrare questa differenza di prospettiva tra i figli e i genitori. Successivamente ha sottolineato che anche nel territorio veneziano vi sono carenze nelle politiche di accoglienza, ma che alcune problematiche provengono anche dai comportamenti di alcuni cittadini. Ha raccontato, per esempio, di un appartamento di Marghera, affittato da privati, in cui una decina di persone vivevano in condizioni inammissibili, disumane.
Anche l’intervento di Paolo Sola è stato molto significativo per tutti i ragazzi. Infatti sottolineando come una delle prime necessità che ha riscontrato nei migranti che aiuta sia il loro bisogno di trovare un lavoro e quindi il desiderio di mantenersi autonomamente, ha fatto chiaramente capire la loro ferma intenzione di migliorare la loro vita da protagonisti, senza elemosinare nulla.
Nel corso di tutte le fasi dell’incontro la partecipazione dei ragazzi è stata molto attiva, sia perché molti hanno rivolto domande per approfondire l’argomento, sia perché hanno liberamente esposto le loro opinioni personali, anche contraddicendo o avvalorando le tesi dei relatori.
Incontri e dibattiti di questo tipo sono sicuramente il migliore dei modi per avvicinare noi ragazzi a questioni di cui, forse, non sappiamo molto, ma che sono invece di estrema attualità. Spesso i media non riportano informazioni corrette o raccontano i fatti che accadono solo parzialmente, magari senza prestare la giusta attenzione a tutti i diversi punti di vista che, invece, devono essere degni di nota per aiutare il fruitore ad elaborare una propria opinione su ogni tematica.


 OLTRE L’EMERGENZA di Sara Codazzi 4E

Giovedì 28 gennaio nell’aula magna del Liceo G. Bruno si è tenuta la prima conferenza nell’ambito del progetto “Noi Migranti _ Migranti e Noi _ Educazione alla cittadinanza”. È intervenuta la dottoressa Iside Gjergji, ricercatrice senior al CES (Centro de Estudos Sociais).
Dopo una breve presentazione di alcuni studenti della 4 A, la relatrice ha innanzitutto sottolineato come il fenomeno dell’immigrazione sia una tragedia di ieri e di oggi, che coinvolge soprattutto tutta l’Europa, ma anche il mondo che la circonda. Avendo ridefinito le caratteristiche legate all’immigrazione, la dottoressa Gjergji ha poi spiegato i due approcci che si possono avere rispetto al problema: uno umanitario, basato sull’accoglienza, e l’altro, opposto, fondato sul respingimento, dettato da cause quali l’intolleranza, l’egoismo o convinzioni errate, quale il pensiero che i migranti possano rubare il lavoro alla popolazione locale. La relatrice ha anche sottolineato come l’Europa di oggi stia vivendo un cambiamento epocale, che presenta differenze vere e proprie rispetto al passato, prima fra tutte il fatto che i movimenti migratori moderni presentano carattere permanente e globale, vale a dire che non sono legati a un’emergenza, ma a un fenomeno costante che coinvolge e coinvolgerà il mondo intero. Altro elemento sottolineato è il fatto che il fenomeno è di crescente ampiezza e che coinvolge non solo uomini, ma anche donne (circa il 50%), bambini e intere famiglie. Per comprendere meglio il problema, la dottoressa Gjergji ha sottolineato l’importanza di conoscere i dati e per questo ha definito il numero dei migranti in rapporto alla popolazione mondiale dal 1950 (60 milioni su 2,5 miliardi di popolazione mondiale) al 2015 (più di 230 milioni), indicando come nel 2050 l’ONU preveda che i migranti saranno 400 milioni (contando solo chi attraversa i confini nazionali, senza considerare gli spostamenti all’interno dei singoli Paesi). Oltre a ciò, ha spiegato che al fenomeno dell’immigrazione contribuiscono sia cause antiche, quali le guerre, i disastri ecologici e le disuguaglianze di sviluppo, sia cause moderne, soprattutto il progressivo e concomitante crollo dell’Africa araba e nera, dovuto agli sconvolgimenti geopolitici in atto, con conseguente impoverimento dei Paesi coinvolti.
La divisione tra richiedenti asilo e migranti economici in tale contesto è falsa, artificiale e mira a creare una sorta di “gerarchia” tra i migranti: infatti è stato posto l’accento sul fatto che entrambe le categorie di persone scappano da situazioni in cui è difficile vivere, la cui scelta è quindi forzata. Infine si è sottolineato come la Costituzione Italiana preveda il diritto di asilo per coloro ai quali sia impedito “l’effettivo esercizio delle libertà democratiche”.
Alla fine dell’incontro gli alunni presenti hanno posto alcune domande a cui la ricercatrice ha risposto in modo esaustivo, offrendo la propria esperienza e le proprie competenze.
Circa due mesi dopo, il venerdì 18 marzo ha avuto luogo la seconda conferenza facente parte dello stesso progetto.
In tale occasione sono intervenute tre ospiti, il sociologo e saggista Guido Viale e due figure note soprattutto a livello locale:  il Vicario Episcopale Don Dino Pistolato e il responsabile del Centro Boa di Forte Rossarol Paolo Sola.
Dopo aver consigliato la lettura del suo nuovo libro, il saggista ha chiarito il concetto di profugo, specificando che i Paesi da cui provengono i profughi che accogliamo sono per la maggior parte la Siria e l’Afghanistan. Successivamente, Guido Viale ha sottolineato come sia veramente minima la distanza che separa coloro che scappano dalla guerra e che cercano di arrivare in Europa, rivendicando il proprio diritto alla vita, e coloro che non vogliono accogliere i migranti e che impediscono il loro ingresso nei Paesi europei addirittura con il dispiegamento delle forze dell’ordine o persino con il filo spinato!. E’ stato anche sottolineato il fatto che la maggior parte dei profughi sono giovani, i quali di loro spontanea volontà intraprendono il terribile e a volte interminabile viaggio verso l’Europa, sperando in una vita migliore e affrontando incredibili sofferenze. A tale proposito, il relatore ha proposto al nutrito pubblico di studenti un esperimento: “mettersi nei panni di … “ e ha suggerito innanzitutto di mettersi nei panni dei migranti, che sperano di arrivare in Europa per riuscire a godere dei diritti che ogni essere umano deve avere, e poi anche nei panni di coloro che vogliono accoglierli o che vogliono respingerli. Ogni posizione ha delle valide motivazioni. Come fare allora a decidere qual è l’atteggiamento giusto? Il suggerimento proposto è quello di pensare ai pro e hai contro di ogni posizione, alcuni dei quali sono stati sottolineati durante l’incontro.
A conclusione del proprio intervento, Guido Viale ha evidenziato la necessità di riflettere sul fatto che i recenti attentati terroristici sono stai fatti da immigrati che vivevano e lavoravano in Europa, mostrando come ciò possa essere visto come una reazione alle politiche dei governi in questo ambito.
Allo stesso incontro è intervenuto anche Don Dino Pistolato. Il sacerdote ha sottolineato il fatto che la società moderna è multietnica, formata da persone di diversi paesi e culture. A dimostrazione di ciò e del fatto che il fenomeno migratorio sia presente in varie forme, egli ha suggerito di pensare alle molte persone di origine cinese che vivono anche a Mestre e alle molte badanti che aiutano gli anziani. Il Vicario Episcopale ha poi aggiunto, portando opportuni esempi, che non tutti i migranti arrivano in Europa per restare: alcuni vorrebbero rimanere per qualche anno, e poi, migliorata la loro situazione, vorrebbero tornare nel proprio Paese. Ha infine ricordato due problemi legati all’accoglienza: la mancanza di spazio dove ospitare chi arriva e i lunghi tempi di attesa per ottenere, ad esempio, lo status di rifugiato.
Infine, Paolo Sola ha riassunto brevemente la sua esperienza con gli immigrati e ha sottolineato come la prima richiesta fatta dai migranti arrivati nella provincia di Venezia sia quella di trovare un lavoro, e quindi una propria indipendenza, anche da un punto di vista economico.
L’incontro è terminato con alcune domande poste dagli studenti del Liceo, a cui i tre relatori hanno risposto in modo esaustivo.
L’attenzione del giovane pubblico durante i due incontri è stata costante e ciò è dettato dal fatto che tali occasioni rappresentano degli strumenti molto validi per acquisire un maggior e preciso numero di informazioni su vari temi rispetto a quelle fornite dai telegiornali o dalla carta stampata, spesso riduttivi e faziosi. Tali occasioni sono decisamente formative per far sì che i giovani di oggi, uomini e donne di domani, prendano coscienza di tutto quello che accade e di quali misure debbano essere adottate per accogliere nel migliore dei modi le persone che sono scappate da guerre e miseria per vivere in un mondo migliore.


The students from 4A

Alesia Greku 

On 31st October 2015, my classmates and I went to the Toniolo theatre.

The theme of the event was immigration, in particular the current economic migration from poverty and the conflicts in Africa and Asia.

At present, a lot of people are arriving in Europe by boat through the Mediterranean Sea or on foot through the Balkans, from Syria, Afghanistan, Eritrea, Libya, etc. They escape from their countries, where it is impossible to live because there is war, poverty, hunger, religious or political persecution.

The journey towards Europe is very dangerous; a lot of people, including children, pregnant women and elderly people, die every day in the waters of the Mediterranean Sea. Survivors often report on violence and abuse by traffickers of human beings, who charge thousands of dollars per person for their services. People migrate to Europe because they see Europe as a place of peace, prosperity and freedom.

Last  October  at Mestre Toniolo theatre, Debora Mancini introduced Enrico Ianello, an actor who  read some pages from the book Non dirmi che hai paura written by Giuseppe Catozella. Luisa Mancini, a doctor who looks after migrants, spoke to the students. She works for an international humanitarian-aid, non-governmental organization, called “Doctors Without Borders”, best known for treating sick people in war-torn regions. Then it was the turn of Roberta Firpo and Silvia Tonicello, volunteers from a social cooperative called “Il Lievito “ (Yeast). It is a charity, which helps the nuns with  the management of the communal homes for women. They work in reception centres, where migrants can eat, wash up, find relief. Next they help refugees to find a home, a job and to socialize.

These women, together with Luigi Carrai, a journalist from “la Nuova di Venezia”, told us that we should not be racist. Unfortunately the media often underline only the bad deeds of the refugees. They are not all bad people: of course there are the wrong people, it is the same with Italian people, isn’t it?.

At the end Nicola Lagioia, a writer, read some pages from his book La ferocia, winner of “ Premio Strega 2015”, a prestigious award.

During the event, some songs about immigration were played by a band called Banda Elastica.

Thanks to this event, I could better understand why these people flee their countries and how they are treated during the journey. They are in distress and lose their dignity. I think it is our duty to help them.

Giulia Palazzi

In the month of March my class and I attended two talks in the Bruno school conference room, one about the topical issue of immigration, the other about the universal ideas of politics and democracy.

Mrs Laura Di Lucia Coletti, our teacher of Italian and Latin language and literature, was the host of the former. One of the guests was Mr Guido Viale, an Italian essayist, whose latest book, Rifondare l’ Europa insieme a profughi e migranti , was published last week.

He spoke about the project of re-building Europe with the help of the new refugees. I think it is very important for all Europe to work together on only one target: the management the refugees’ emergency. We need a European share system to look after all of them.

Only this way can bring up real integration. The project is sustainable because the number of refugees is very small, compared to the numbers of the European population!

Mr Zanin, who is a teacher of History and Philosophy from our school, hosted the next meeting. Guest of honour was Mr Massimo Cacciari, a famous university professor of Philosophy, who spoke about politics and the policies we should carry out against Daesh.

For sure we will not be winning the war by dropping bombs, said Mr Cacciari. The very important thing that we must understand is that the terrorists often come from the heart of our own cities and countries. For example the terrorists of the Paris attack were French-born. I found the talks very interesting because they opened my eyes.

Alesia Greku

Recently Guido Viale presented us his new book where he explains that Europe has to be rebuilt from its very foundations, starting from the redefinition of its borders. The present Europe is falling apart because it is incapable to face up the three top challenges: climate change, the economic and financial crisis and the refugees. Refugees are not ordinary migrants; they are people who arrive in Europe to escape from wars, massacres, hunger and slavery. To start rebuilding a new Europe, the three above-mentioned issues need to be sorted out. In particular, refugees are entitled to decent reception. An equitable distribution of refugees among all the countries of Europe is necessary, humanitarian corridors have to be created.

Alessandra Gasparini

Mr Viale told us clearly that welcoming migrants and refugees could be an opportunity for Europe to solve its economic and demographic crisis, which is due to the decline of nativity and the increase of elderly people.

The aging of Europe will cause an economic crisis in the near future. In Italy there will be no money to pay our pensions at all, since there are not enough young people who work and bring money to the state.

The second to speak was Father Dino Pistolato, who talked about the conditions of migrants on their journeys from the countries of the Middle East or Africa to Italy or Greece. He told us about the story of a young man who spent eight years to come to Italy bearing twice the status of slavery. Now this man lives in Venice and helps Father Dino in his parish.

I was very impressed by this story and the desire to live of this young boy.

Teresa Calzavara

Father Pistolato was the Caritas responsible for refugee reception in the diocese of Venice for 22 years.  I was very impressed by the story the story of the Eritrean young man who spent eight years on the way to Italy, obviously I had already heard about terrible situations, but listening to him speaking about that, awoke a feeling of sadness and bitterness in my heart.

Jacopo Pizzol

There are economic migrants and refugees:

  • Economic migrants migrate to look for jobs and get better living conditions
  • Refugees escape from wars, persecutions, brutal dictatorship, famines, the environment degradation and seek political asylum in European countries.

Unfortunately, famines and environmental degradation are not accepted by the European Union as good reasons to grant asylum.

When the refugees arrive, they are sorted into immigration centres, most of which have terrible sanitary conditions. This failure of European policies is unacceptable and it does not make any sense!

Elisabetta Binetti

My great-grandfather left Italy and he went to the U.S.A. in order to find better living conditions. He lived in Hoboken, very close to New York, for 13 years as a clandestine. He came back to Italy and he spent here the rest of his life, but many other people decided to stay there: it is common to meet American people whose grandparents were from Italy.

Arianna De Luca

Guido Viale argues that rejection policies, concentration camps, wars are just meaningless, because rejection is not a viable solution. Where should we send them back? To destroyed countries controlled by DAESH? This would only mean multiplying the war fronts, which, in turn, would increase migration. On the contrary, we should offer our hearty “welcome” to the refugees; give them all they need to live: food, a decent roof, opportunity to self-manage their lives, access to education, health care, employment. How could we send them back to their homes (now destroyed) after they have crossed the sea, survived storms, after they have been hungry and cold, only to ensure their children a better life?

Elena Dallara

I think that Mr Cacciari, whom we met on March 23rd in our conference room, would agree. He told us about a hospitality policy on which we have to invest time and money to ensure the safety of all: the migrants’ and ours. He said: “Buonisti and Cattivi are idiots alike!”  I personally disagree with him because refugees don’t have any possibility to survive in their countries so we have the moral obligation to host them even if we don’t want to. I don’t think that “buonismo” is the synonym of “idiocy” but if it is, I’m frankly glad to be an idiot!

Benedetta Bibiani

Guido Viale said that in Europe as well as in Italy refugees are very much needed, for many reasons. What he said arose many questions in all of us, which he kindly answered at the end of the talk.The issue of immigration was developed again in the conference by Professor Cacciari that my classmates and I attended, where he spoke about the latest terrible news: the terrorist attacks in Bruxelles. During that meeting, Professor Cacciari argued that we need refugees and we have to integrate each of them through specific activities, supported by public policies. Mr Cacciari also said that “Integration starts from schools”, for example with courses teaching migrants and refugees the Italian language and culture.

Massimiliano Boccato

After Mr Viale, Father Dino Pistolato, who met a lot of people from Islamic and African countries, told us about the issue that scares Italians: employment. Italians think that refugees might steal their jobs, but in reality they work long hours for little money, they often work in factories. My father owns a factory and 80% of his workers are not Italian because Italians prefer to do other jobs – he says- :” to be a factory worker is a tiring job”. The people who cross borders are very young, they are 17, 18. When they arrive in Italy or in other countries they are ready to work to earn money and start a new life.

Camilla Berto

One of the guests was  Paolo Sola, who works as a volunteer, for BOA [buoy at sea] a reception centre at Forte Rossarol in Tessera. I went to Forte Rossarol, more or less four years ago, with my middle school “Caio Giulio Cesare” to entertain migrants. In fact, at that time I used to play the piano in the school orchestra; so we went there to give a Christmas concert.  They prepared and offered us a dinner with a large variety of ethnic foods. They were all very kind to us but they looked a little scared. They were all young men. They worked (and I think they still work) in the fields and they sold some of their crop, lettuce, tomatoes, radicchio [red chicory]…

I really appreciated what Guido Viale told us about the importance of immigration in Europe. We, Europeans, have the lowest population growth in the world, we are a population of elderly people. We “need” them, because they can increase the number of European inhabitants.  They are human beings like us, they are not different from us, so they must be granted our same rights, also the right of asylum, because they are escaping from countries that don’t exist anymore. Many refugees are children, war widows, who have lost their husbands and want their children to have a better future, and pregnant mothers (who are often girls raped during the journey). As Mr Zanin said during the talk, to what extent are we ready to lower the threshold of human rights? At the moment we (Europeans) are not treating them like human beings, but we are treating them like objects or animals. We have to pay attention before raising invisible walls between “us” and “them”, because before long we could be treated like them!  Aren’t we all the same people?

Lorenzo Sancassani

Mr Viale blamed the Austrian Prime Minister for refusing to host the migrants in his country, and the European Parliament because it is negotiating the migrants issue with Turkey, even though Turkey doesn’t meet the humanitarian standards of the European community. After him, it was the turn of Father Pistolato, who said that in the seventies he organized the hosting of some Vietnamese people, refugees from North and South Korea, countries, which were devastated by the Vietnam War. This means that our district has already had reception experiences. He also said that the number of immigrants hosted in the province of Venice is about 1800, an irrelevant number compared to the number of the inhabitants of the same area.

In conclusion,  Father Pistolato and Guido Viale encouraged us not to let us be misguided by prejudice and ignorance, and not to let fear bring us to build walls.

Luca Gasparinetti

The meeting about the migrants was completed and clarified a few days later during a talk by Mr Massimo Cacciari, an ex politician and university professor.

What are the main problems for Europe? How should we deal with them?

He said: we are at war with those who call themselves Islamic State (ISIS), the situation cannot be clearer than that.

But war is more than killing and bombing. War is a policy!

Which strategy should we adopt? Certainly not the fragmentary strategy carried out in Turkey, Russia or France.

Who is the “enemy”?

Mr Cacciari pointed out that the Islamic world is split into factions, which have been fighting every day for a long time (i.e. Sunni v. Shia).

What is the relationship between the West and Islam?

Today  7% Muslims live in Germany, 7% in France, 4% in Italy: these are the percentages of the Muslim population in Europe that will grow only to double within a generation.

Islam is inside our borders! Therefore, we need an integration policy if we do not want civil war here, too.

If we look at the European GDP in the 20th century and today we can see that it is plummeting together with European centrality. However, even though we aren’t the centre of the world any more, we still have our dignity and our political and cultural weight, hence the necessity for integration into a real brotherhood of European people.

Politicians in Europe delude themselves talking about a “pest”. But to defend themselves from what? From starving people who beg for a piece of bread?

It’s about time we forgot about our “ostrich policy”, the fact of building walls and divides within Europe itself is just insane.

We must promote a policy of integration, not “good-dooer style” but rational and in Europe’s best interest, because we need immigration from those countries that we have exploited so far and even fought in the past. We should adopt the US policy of the late 40’s and early 50’s, which allowed us to rebuild Europe after World War 2, because we need the refugees and the migrants now.

“Politics” means the government of the city where either everybody is comfortable or hatred grows inevitably. It is the creation of a community where civilization and ideas find a fertile soil to mature. The “city” is the place where everything is born.

Democracy? Cool name, but not really a simple idea that we can implement and according to which we may live.

It should allow opportunities, social mobility.

A plan for the reception of immigrants has to be rational with a proper housing project and adequate services, expenses and investments to make the country safe and peaceful.

Unfortunately, said Mr Cacciari, there are “good idiots” who promote an insane reception policy and there are “bad idiots” who build up walls and divide Europe.

For these reasons today we are in a situation of endless and vain pursuit of security. Instead we must promote a rational hosting project in the name of human rights as well as the welfare of Europe and its citizens.