Accade da noi

Diciamo BASTA al falso buonismo

di Elisabetta Bietti 4A Scientifico

CacciariQuesto è stato il filo conduttore della conferenza del 23 marzo tenuta dal professor Massimo Cacciari nell’aula magna dell’ISS Bruno-Franchetti di Mestre.

L’incontro si inserisce in un percorso educativo per gli studenti, relativo ai temi caldi degli ultimi anni: politica, immigrazione e integrazione.

Il tema specifico di questo incontro doveva essere Il lessico della politica, ma la discussione è partita dall’analisi dei tragici attentati terroristici di Bruxelles avvenuti il giorno precedente.

Dopo aver spiegato che la guerra non è altro che un “modo di fare la politica” e che effettivamente essa è stata dichiarata all’Occidente, il professore ha affrontato uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi mesi: l’integrazione.

I dati mostrano che in Italia la componente islamica è pari al 4% della popolazione e che, nel giro di una generazione, raggiungerà il 10%: ciò significa che non è possibile continuare ad alzare muri, bensì è necessaria una politica di integrazione per evitare di portare la guerra all’interno delle nostre città. “Questo non è buonismo, ma è ragionare” ha affermato a gran voce il professore Cacciari in un’aula magna gremita da insegnanti e studenti.

È risaputo che il dilagare di forme di estremismo islamico ha trovato humus favorevole proprio nelle periferie delle grandi città, diventate ghetti a causa del mancato inserimento di codeste comunità nella società; peraltro non dobbiamo dimenticare che la maggior parte degli attentatori aveva la cittadinanza francese, dunque non erano stranieri!

Per reagire al tramonto dell’Europa, affinché essa possa avere ancora una dignità e un peso sulla Terra, una politica di accoglienza razionale è imprescindibile. Tuttavia è necessario prendere le distanze sia dal “buon idiota” cioè colui che ritiene di dover accogliere tutti senza preoccuparsi di mettere a punto una politica di servizi e di accoglienza adeguata, sia dal “cattivo idiota” colui che ritiene sia meglio non accogliere nessuno.

Noi, cittadini Italiani ed Europei, abbiamo bisogno di queste persone: se la popolazione europea continuerà a decrescere, nel giro di qualche decennio non ci sarà forza lavoro sufficiente per garantire la crescita economica e nemmeno i fondi per pagare le pensioni.

L’integrazione deve concernere non solo una precisa politica dell’abitazione, ma anche investimenti per migliorare i servizi e la comunicazione, prerequisito per la convivenza pacifica.

Lo scopo dell’Europa deve essere quello di creare una società multiculturale in cui le differenze non siano motivo di isolamento, ma di arricchimento.

I popoli occidentali devono capire che essi non sono gli arbitri della società e che il centro del mondo non è più lo spazio così ristretto dell’Europa, poiché nuove potenze, quali i paesi in via di sviluppo, stanno acquisendo sempre più un ruolo egemone nella definizione degli equilibri mondiali.