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ALDO MANUZIO, IL RINASCIMENTO DI VENEZIA

Di Leonardo Carniato – IIC Classico

Dal 19 marzo al 19 giugno, e poi prorogata fino al 31 luglio 2016, si è tenuta presso le sale delle mostre temporanee delle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra “Aldo Manuzio, il rinascimento di Venezia”. La mostra è incentrata su come un libro possa aver cambiato il mondo, e come e perché sia avvenuto proprio a Venezia. Il protagonista di questa vera e propria rivoluzione è stato uno straniero, giunto a Venezia da Roma per riscoprire la bellezza dell’antica Grecia, filtrata attraverso Bisanzio (l’odierna Istanbul, in Turchia): Aldo Manuzio.

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La locandina della mostra

Aldus Pius Manutius, in latino, nasce nel 1449 a Bassiano, un piccolo borgo immerso nella campagna laziale, e tra il 1467 e 1475 compie studi umanistici a Roma, per poi trasferirsi nel 1475 a Ferrara, come allievo di Battista Guarini, un  drammaturgo, poeta e scrittore italiano. In questa città Manuzio sviluppa una straordinaria fiducia in un sapere enciclopedico fondato sulla tradizione classica e sulla fede cristiana.

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Aldo Manuzio

Nel 1480, a Carpi, ottiene l’incarico di tutore dei principi Alberto e Lionello Pio, e nel 1490, Manuzio si trasfersce a Venezia dove prosegue la sua attività di insegnante, come testimonia la pubblicazione della sua grammatica latina Institutiones grammaticae Latinae, risalente al 1493. La Serenissima in quell’epoca era il maggior centro editoriale d’Europa, e si suppone che sia questo il motivo principale del trasferimento del grande tipografo.

Nel 1494 nasce la Stamperia Aldina, ovvero tutti quei volumi tipografici creati a Venezia proprio da Aldo Manuzio dal 1494 al 1515. Le edizioni aldine sono caratterizzate da importanti novità tipografiche che diffusero in tutta Europa un nuovo tipo di libro a stampa. Tra queste novità troviamo l’introduzione del carattere italico e il formato in ottavo, diverso da quelli più utilizzati per i manoscritti. Al giorno d’oggi le aldine sono considerate come una sorta di precursori dei libri tascabili. La prima opera fu la grammatica greca Erotemata di Costantino Lascaris, poco dopo seguì il primo tomo delle opere di Aristotele, per poi passare ai grammatici, ai poeti, agli oratori, agli storici e a tutti quegli autori che avrebbero potuto contribuire alla ripresa degli studi e delle lettere classiche.

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Una sala della mostra

Il greco predominò largamente nella produzione editoriale perchè a Venezia era arrivato il cardinale Bessarione, scappato da Costantinopoli dopo la sua caduta in mano ai Turchi nel 1453, che porta in laguna i codici greci; infatti oltre ai cinque volumi di Aristotele, la produzione fu più caratterizzata dai testi filosofici e scientifici che dalla letteratura. Importantissima fu anche  quella in lingua latina, tra cui il De Aetna di Pietro Bembo, pubblicata nel 1496, opera minore dal punto di vista letterario che racconta il viaggio del patrizio veneziano in Sicilia, ma memorabile soprattutto per l’eleganza del carattere romano. Tra 1498 e 1499, Manuzio manifesta interesse anche alla stampa ebraica, e aggiunge alle sue pubblicazioni, una Introductio perbrevis ad Hebraicam linguam, che costituisce il primo episodio veneziano di impiego di caratteri ebraici.

Tra 1504 e 1505 la stamperia non riesce più a mantenere i ritmi degli anni precedenti, in un contesto di un periodo caratterizzato da gravi incertezze, date da una crisi delle attività editoriali veneziane. Successivamente la stamperia riesce a riprender vita, ma per poco, a causa delle operazioni militari della primavera del 1509 intraprese dalla Lega di Cambrai contro la Repubblica di Venezia, che causano una nuova sospensione delle attività. Dopo la sconfitta di Agnadello del 14 maggio dello stesso anno, Manuzio lascia Venezia per Ferrara. Nel giugno del 1512, tranquillizzato sulla situazione politica, torna nuovamente a Venezia e riattiva la stamperia, con una serie di edizioni greche di grandissimo prestigio e con la continuazione della collana in ottavi di classici latini. Il 16 gennaio 1515, Aldo Manuzio detta a Venezia l’ultimo testamento e il 6 febbraio muore nella medesima città.

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Bartolomeo Veneto, Ritratto di donna. Francoforte, Städel Museum.

Con Aldo ed i suoi “classici tascabili”, il libro uscì dai circoli degli studiosi di professione, si moltiplicò ed entrò nella vita delle persone. La lettura quindi  divenne rapporto diretto con l’autore, un momento intimo, silenzioso, una provvidenziale quiete nelle battaglie della vita.

Nelle teche appaiono i libri più belli del mondo, accompagnati dai capolavori di pittura e scultura che condividono l’aspirazione della riscoperta della civiltà classica. Non è solo una mostra di bellissimi libri, o di quadri splendidi giunti dai musei di America ed Europa, ma, come ha scritto Cesare De Michelis, è “una mostra sui doni del libro”.

A questo link è possibile trovare l’audioguida, realizzata da Sycomore tramite audiopen distribuita ai visitatori della mostra: audioguida in italiano (46.2 Mb)