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LE SOLUZIONI DEL SINDACO

Di Marco Visentin – IIC Classico

Un blocco navale anti-migranti al largo della Libia. Sommari controlli a bordo delle navi militari per decidere chi passa e chi torna indietro. E poi, in patria, consentire alla polizia locale di tenere individui in cella per una notte senza imputazione. Nonostante la “sconfitta” nel dibattito con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, non si dà per vinto.

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L’incontro di venerdì 9 settembre in piazza Ferretto a Mestre. (c) Comune di Venezia

Venerdì 9 settembre, alle ore 21, si è tenuto in piazza Ferretto un dibattito tra quattro sindaci veneti, inquadrato all’interno del Festival della Politica: Flavio Tosi, Luigi Brugnaro, Achille Variati e Giovanni Manildo, primi cittadini rispettivamente di Verona, Venezia, Vicenza e Treviso. E il sindaco della città lagunare, spalleggiato dall’omologo veronese, ha rilanciato le idee già presentate durante il dibattito di mercoledì con il Ministro della Giustizia Orlando.

Al più morbido Variati, che chiede una sorta di DASPO per chi compie reati in una certa zona della città, Brugnaro oppone la linea dura: propone di conferire alla polizia locale il potere di tenere per una notte in cella di sicurezza, senza incriminazione, chi fosse sorpreso a commettere reati minori, come scrivere “su un muro del Cinquecento”. “Dallo Stato di diritto allo Stato di polizia” aveva commentato due giorni prima Orlando a questa stessa proposta, riscuotendo ripetuti applausi. “Non vogliamo tornare a prima del ‘45” aveva aggiunto.

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L’incontro di mercoledì 7 settembre in piazzetta Pellicani a Mestre. (c) www.veneziaradiotv.it

È in politica estera, tuttavia, che il nostro sindaco dà il meglio di sé. L’unica soluzione a quella che non esita a definire “invasione di gente del Centrafrica” è rafforzare i confini: nello specifico, inviare la Marina Militare al limite delle acque territoriali libiche per impedire gli arrivi di immigrati clandestini in Italia, controllare a bordo chi siano “i pochi che hanno diritto” e rimandare gli altri indietro. Che poi la Libia li rivoglia e che il governo libico accetti passivamente un blocco navale, è un’altra questione. Che Brugnaro evita accuratamente di menzionare. Ed è un’altra questione anche lo Stato di diritto, che sarebbe irrimediabilmente violato: i profughi hanno diritto di fare domanda per l’asilo e di vederla esaminata dalla commissione competente, non di essere esaminati in una nave militare, di nascosto da media e organizzazioni umanitarie. Senza considerare che i respinti sarebbero costretti a rivolgere la prua verso un Paese in cui è in corso una guerra civile.

Dice Angelo Panebianco che la democrazia porta a prediligere “le soluzioni facili, anche se la politica facile non è”. Ha ragione. Anzi, non sono nemmeno soluzioni, quelle del populismo, quanto un becero giocare sulle passioni più basse dei cittadini. Così Tosi esalta l’accordo anti-immigrati siglato tra Berlusconi e Gheddafi; senza poi menzionare che fu lo stesso Berlusconi, in seguito, ad appoggiare le azioni militari occidentali contro il rais libico. Soltanto Manildo ricorda che senza una maggiore collaborazione europea non riusciremo mai a fronteggiare una migrazione di questa portata; e che, d’altra parte, vi sono sempre stati movimenti di popoli. Ma questo, alla narrazione nazionalistica di Brugnaro e Tosi, era opportunamente sfuggito.

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