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LA MAGIA DI CAMPIELLO DUCALE 2016

Di Marco Visentin – IIC Classico

Le ampie sale di Palazzo Ducale a Venezia, con i loro vertiginosi interni e la loro intrinseca maestà. Le scale, i corridoi, il cortile, immersi in quel magico ambiente. Poi le voci a declamare i racconti, accompagnate dalla musica. Tutto questo è Campiello Ducale.

Si è tenuto giovedì 8 settembre a Palazzo Ducale l’evento conclusivo del Premio Campiello Giovani. Per l’occasione, gli ospiti sono stati guidati lungo un percorso esclusivo attraverso le sale; lì, giovani attori, accompagnati da altrettanto giovani musicisti, leggevano i racconti scritti proprio per tale evento dalle cinque finaliste del concorso letterario. Racconti a tema, ovviamente, associati ciascuno a un particolare luogo all’interno del palazzo.

Nella Sala del Maggior Consiglio è letto il meraviglioso “Desponsamus te, mare”, di Sonia Aggio: un racconto onirico, ricco di immagini fuggevoli che lasciano una forte impressione sull’ascoltatore. Narra della visione di un Doge sul futuro di Venezia, con tinte, nella parte finale, deliziosamente apocalittiche. Il cortile ospita “In sogno”, di Ludovica Medaglia; è la vincitrice del premio, ma questo racconto non convince: troppo leggero, basato su uno schema, quello del risveglio da un sogno opposto alla realtà, di cui si è già molto abusato. “Confessioni d’una dea”, di Martina Pastori, è recitato nella Sala del Senato: grazioso, dalle sonorità quasi simili alle onde marine, trasmette con la sua ripetitiva insistenza l’idea della continua veglia delle divinità che fanno capolino dai dipinti. “Silenzio”, di Gaia Tomassini, è meno impressionante, più vicino alla spiegazione storica che alla magia del racconto. Da ultimo, “Bocche”, di Carmelita Noemi Zappalà, gioca su più piani, mettendo in correlazione la bocca del leone, ove si ponevano le “denontie secrete”, con crimini moderni di cui la protagonista è corresponsabile, in modo decisamente efficace.

È palpabile la magia della serata: un clima diverso, in cui ognuno ascolta e apprezza, meditando sulle parole che ha appena udito. È una trionfale celebrazione della letteratura e del notevole talento delle cinque finaliste del Campiello Giovani, capaci di rallegrare l’animo solamente con poche righe partorite dalla loro fantasia. Tutti noi ospiti del Franchetti non possiamo far altro che lodarne la bravura e incitarle a proseguire una carriera che ha tutti i presupposti per essere radiosa.

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