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POESIA: L’UCCELLO NOTTURNO

“Nella lirica si esprime l’angoscia per il dolore del mondo, in particolare le sofferenze causate dalla guerra. Il grido di dolore dell’umanità è alto nel cuore della poetessa, diventa il suo grido. Dove trovare sollievo? Basteranno gli elementi della natura a sconfiggere il Male? O forse si dovranno scontrare i corpi celesti? Dove trovare le risposte? Nel vento di rivoluzione di Shelley o nel vento di Bob Dylan?

Per la poetessa, la risposta è rappresentata dal tenero canto dell’uccello notturno, che ci pone all’intimo, umile ascolto del Mistero divino.”

the-moon-and-the-owlL’uccello notturno

di Isabella Sordi

Tutto tace
in questa notte
di pensieri confusi,
delusi,
soltanto interrotti
dal pianto del mondo,
dall’urlo silente di Munch,
che comprende
l’angoscia del male.

Basterebbe la pioggia
A lavare le croci e le spade,
a disinnescare
gli ordigni di morte?
Basterebbe la neve
A sopire il dolore?
Basterebbe, il rumore del mare?
O dovrebbero forse scontrarsi le stelle
a sconvolgere i cieli e la terra?

Ascolta! Risponde
l’uccello notturno
con tenero canto
alla luna.


Disegno di Silvana Zane
Disegno di Silvana Zane