Scienza e Tecnologia

L’UOMO, UNA SPECIE MULTI-PLANETARIA?

di Lorenzo Piegari, 3I Scientifico

SpaceX, una tra le più grandi aziende che concorrono per esportare il dominio dell’uomo su altri mondi, ha da poco svelato il prototipo di Interplanetary Transport System. Durante il Congresso Astronomico Internazionale (IAC) di Guadalajara, è stato esposto da Elon Musk il progetto ITS, una combinazione tra un’enorme navetta spaziale, una colossale tanica di metano ed un enorme razzo. Questi strumenti saranno utilizzati per la colonizzazione di Marte.

Marte è il pianeta più simile al nostro nel sistema solare. Non ha un’atmosfera protettiva quanto quella terrestre ma allo stesso tempo permette di non essere carbonizzati dal Sole. La distanza dal nostro pianeta è, se relazionata al resto della galassia, breve. “Soli” 160 milioni di chilometri ci separano dal pianeta rosso. La moltitudine di test effettuati sulla superficie di Marte con vari robot tutt’ora in funzione garantiscono la piena consapevolezza delle potenzialità delle risorse sfruttabili. CO2 e acqua (presenti in tracce sul pianeta) garantirebbero la produzione efficiente di aria respirabile e metano.

Uno dei primi problemi posti per la realizzazione di questo progetto riguarda la parte economica. Bisognerebbe sostenere una spesa impensabile per inviare ogni persona, da aggiungere poi a quella per il trasporto di merci e propellente. Con i sistemi attuali una missione del genere sarebbe scartata sul nascere.

Qui entra in gioco SpaceX con un rivoluzionario sistema, già in fase di sperimentazione su alcune missioni che utilizzano il Falcon 9 (Razzo funzionante più potente finora utilizzato) come propulsore. Il piano di SpaceX consiste nel lanciare il razzo e la navicella in orbita. Il razzo sarebbe poi programmato per ritornare intatto alla piattaforma di lancio, rifornirsi e, in breve tempo, agganciare la navicella che funge da tanica per ripartire nuovamente. Il propellente caricato servirebbe poi alla navicella per intraprendere il suo viaggio e il suo atterraggio su Marte dopocirca 80-150 giorni.

La spinta per uscire dall’orbita terrestre sarebbe offerta dal razzo, con una propulsione pari a circa 128 milioni di Newton per una lunghezza del complesso pari a 122 metri. Il viaggio avrà una velocità di crociera di circa 100.000 km/h e, per atterrare sul pianeta la navicella si riscalderebbe fino a 1700°C, alimentata, oltre che dai propulsori, da pannelli solari con la potenza di 200 kW.

Ogni tonnellata di carico costerebbe non meno di $140.000, una cifra comunque irrisoria se paragonata all’attuale costo di questo tipo di trasporti. Il razzo potrà essere riutilizzato per più di 1000 volte e sarà dotato di 42 motori Raptor, l’ultimo esperimento in questo campo da parte di SpaceX. Questo tipo di motori, in numero ridotto, sarà lo stesso a spingere la navicella verso Marte. I retrorazzi supersonici in dotazione alla stessa eviterebbero un atterraggio disastroso alla navicella, strategia già messa in campo, almeno teoricamente, da SpaceX nella fallita missione del Falcon 9. Il propellente sarà il metano, materia che potrebbe, secondo alcuni studi, essere producibile anche su Marte. Ciò permetterebbe di non dover caricare anche il propellente per il ritorno sulla navicella.

Sono attualmente in fase di test i serbatoi dell’enorme razzo di più di 77 metri che porterà in orbita e rifornirà la navicella.

Abbiamo deciso di andare sulla Luna in questo decennio e di impegnarci in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità” – J.F. Kennedy.

Alla volta di Marte, secondo il piano elaborato da Elon Musk, partiranno 100 persone, per avere una colonia di circa un milione di abitanti che, nell’arco di 40-100 anni, saranno in grado di auto-sostenersi.

Una tra le mille incognite di questa missione, forse quella più difficile da superare, resta comunque l’esposizione ai raggi solari, molto più intensa su Marte a causa della rarefatta atmosfera, che porterebbe ad un grande aumento del rischio di cancro negli astronauti. Inoltre non è ancora stato presentato un vero e proprio programma di sopravvivenza per i coloni, anche se si pensa che Elon Musk voglia pianificare una strategia simile a quella attualmente in uso in Antartide.

Nonostante molti scienziati e astronomi rimangano in ogni caso scettici sulla possibilità di lasciare il nostro pianeta con le sole idee avanzate da Elon Musk, Nasa e Boeing hanno avviato un’importante progetto per la colonizzazione di Marte, parallelo a quello di SpaceX. Ciò potrebbe portare ad una rivalità tra SpaceX e Boeing, vista da Elon Musk come un’importante opportunità per migliorare i progetti di ambo le parti nel minor tempo possibile.

La partenza della prima navetta non è comunque prevista prima del 2024 per SpaceX e del 2030 per Nasa e Boeing.

Ma vogliamo davvero diventare una specie multi-planetaria?

Elon Musk, nato a Pretoria il 28 giugno 1971 è un fisico e imprenditore sudafricano, trasferito in California. Fondatore di SpaceX e di Tesla Motors, presidente di SolarCity e cofondatore di Paypal, è uno tra i 100 uomini più ricchi al mondo. L’istituto americano di aeronautica e astronautica lo ha insignito del premio George M. Low Space Transportation Award per il contributo più rilevante nello sviluppo di sistemi di trasporto spaziale commerciale, usando innovativi approcci a basso costo. Ha vinto inoltre il premio Warner Von Braun nel 2008-2009 della National Space Society, da aggiungere alla sua collezione di altri innumerevoli premi sempre in campo amministrativo e aerospaziale.

Technology doesn’t automatically improve. It only improves if a lot of strong engineering talent is applied to a problem

La tecnologia non progredisce automaticamente. Progredisce solo molto talento ingegneristico è applicato al problema” – Elon Musk