Il nostro angolo

Per l’8 Marzo vietate le violenze sulle donne al Bruno-Franchetti, ma c’è chi protesta

ATTENZIONE: l’articolo che vostro malgrado state per leggere è, o quantomeno cerca di essere un pezzo di satira, e in quanto tale gradirebbe essere preso il meno possibile alla lettera. Tutti gli insulti a minoranze, gruppi di appartenenza e categorie varie che ci vedrete sono solo frutto della vostra immaginazione. tra l’altro sto giro riconosco che ho anche un tantino esagerato quindi querelatemi sì ma con moderazione.
L’iniziativa è partita dalla presidenza stessa in collaborazione con i rappresentanti degli studenti: dedicare la festa della donna alle vittime della violenza sulle donne con una giornata completamente priva di pestaggi e violenze nei confronti del gentil sesso che, si sa, una o due volte al giorno possono scappare (alla fine dai, sono ragazzate). L’iniziativa però ha trovato subito il dissenso di alcuni studenti e genitori, radunati in un piccolo corteo di protesta (ma loro sostengono di essere stati almeno in 20.000) nel parcheggio del liceo Bruno. “Si tratta di una violazione bella e buona della libertà di mio figlio” spiega un genitore incazzato (nella foto) ai nostri microfoni “adesso ci tolgono la violenza sulle donne, domani toccherà a Quattroruote e alla fine ci obbligheranno a pisciare seduti. Siamo noi il sesso debole!”. Ma i manifestanti non si risparmiano invettive al vetriolo nemmeno nei confronti delle femministe. “Io non ne ho mai vista una” spiega un altro manifestante, intento a disegnare peni sul cofano di un’auto parcheggiata “ma mio cugino mi ha raccontato che una volta si è trovato in mezzo a una manifestazione per i diritti delle donne, una di quelle là ha morso sua nipote e tre giorni dopo quella poveretta è diventata lesbica!”.  I manifestanti poi, tra uno slogan e l’altro, hanno distribuito a docenti e studenti dei simpatici calendari a 364 giorni, che vanno dal 7 al 9 Marzo saltando la festa da loro tanto detestata. Spiegano: “è una questione di principio: se non può esistere una festa dell’uomo, dopo decenni di soprusi, svantaggi sul posto di lavoro, le quote rosa, la Littizzetto, allora non deve esistere nemmeno la festa della donna, e noi estirperemo la tradizione dell’8 marzo, a cominciare dalle scuole italiane!”. La manifestazione fortunatamente è stata sedata in poco tempo, quando i bidelli hanno cominciato a lanciare libri dizionari contro i manifestanti che, spaventati da questi oggetti insoliti, hanno deciso di fuggire in tutte le direzioni sgomberando il parcheggio.