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Vaporwave

 

di Barnaba Bevilacqua, 5G

Nostalgia. Sogno. Malinconia.
Questi sono gli obiettivi di questo sottogenere della Chillwave che al suo interno racchiude il genere musicale che i più crudeli definirebbero “ambient” e che, però, va da un sempre apprezzatissimo lo-fi (consigliato a chiunque, quasi a prescindere dai vostri gusti) ad un più decisio indie pop. In questo vastissimo spettro musicale prende il suo posto di diritto quest’onda di passato.
Pensate a tutte quelle  pubblicità a cavallo tra gli anni ’80 e 2000 che oggi troveremmo imbarazzanti e ridicole, pensate a tutti i programmi televisivi, cartoni ed anche prodotti e film che non appartengono al nostro secolo. Questo sottogenere prende tutto ciò che le persone poco più grandi di noi ricordano perfettamente e lo trasforma in musica; in una musica onirica e surreale, mantenendo anche l’impronta musicale di quel periodo.

Il simbolo di tutto questo è, senza dubbio, “MACINTOSH PLUS” di Vektroid.
Ma, oltre alla già citata nostalgia e al riutilizzo di simboli di un’epoca, c’è tutto ciò che l’estetica vaporwave porta con sé, comunemente definito come “a e s t h e t ic” possiamo parlare di quello che è un vero e proprio movimento artistico i cui i protagonisti sono sopra citati. Innumerevoli sono le immagini che richiamano oggetti oggi superflui, come, ad esempio, un vecchio macintosh, ma sono moltissime anche le immagini di cartoni animati dell’epoca, dai “ Simpson” a “Tom & Jerry”, come se fossero sgranate da una cattiva ricezione dei nostri vecchi televisori a tubo catodico e con colori più scuri o opachi.
Sicuramente va citato l’amore per i colori e le insegne al neon spesso e volentieri in giapponese, o tramonti di un grande sole rosso in un landa definita da poligoni digitali.
Il vero simbolo dell’ a e s t h e t i c è l’arte statuaria con sfondi bicromatici, immaginate un busto marmoreo degno di Michelangelo Buonarroti con sullo sfondo uno skyline di Tokyo.
Mestre ha persino il suo personalissimo artista che la fotografa spesso di notte in compagnia di qualche personaggio famoso del mondo d’animazione orientale (per gli interessati “mestrevibes” su instagram.)
Appassionati di questo genere se ne trovano ovunque, specialmente sul web, infatti anche una piccola ricerca su youtube porterà ad una miriade di risultati in costante aumento, poiché è forse questa la vera forza della vaporwave, il suo essere del web e quindi completamente distaccata (o quasi) da etichette musicali, diventando a tutti gli effetti gratuita.
Basta disporre di un telefono, connessione ad Internet ed ecco che questa malinconia sintetica fa breccia nelle nostre anime, ricordandoci di ciò che è stato e che non sarà mai più…