Il nostro angolo Recensioni

100 anni di Isaac Asimov

di Leonardo Barato, IVB classico

 

Il 2 Gennaio 1920, esattamente 100 anni fa, nel piccolo villaggio russo di Petrovici nell’Oblast’ di Smolensk, (il corrispettivo russo di una nostra regione), a 400 km a sud ovest di Mosca, nasceva Исаáк Ю́дович Ази́мов, traslitterato in Isaak Judovič Azimov, e successivamente cambiato in Isaac Asimov. Nasce da una famiglia di origine ebraica, nel pieno della guerra civile conseguente alla rivoluzione bolscevica. Tre anni dopo la nascita di Isaak, gli Asimov si trasferiscono a Brooklyn, New York, U.S.A.

A Brooklyn i genitori gestiscono un negozio di giornali e qui il giovane Isaac inizia ad appassionarsi alla fantascienza, grazie alle riviste che arrivavano al padre. Frequenta la Columbia University, dapprima nell’indirizzo di Zoologia, che abbandonò dopo essersi rifiutato di dissezionare un gatto randagio, ed in seguito la facoltà di Chimica, dove si laureerà nel 1939. Nel 1937 propose il manoscritto Cosmic Corkscrew a John W. Campbell, il più influente autore di fantascienza degli anni ’30-’40, direttore della rivista Astounding Stories. Nonostante il rifiuto del manoscritto, Campbell invitò Asimov a non demordere ed a continuare a scrivere. Così nel 1939 venne pubbicato su Amazing Stories il racconto Naufragio al largo di Vesta: è l’inizio di una carriera letteraria che durerà fino al 1992, data della morte, causata da un’infezione da HIV contratto nove anni prima per una trasfusione.

La produzione letteraria di Asimov è immensa: sono oltre 500 opere, solo considerando romanzi e racconti fantascientifici. Asimov fu difatti un autore trasversale, che spaziò dalla divulgazione scientifica alla letteratura per ragazzi fino al romanzo poliziesco. Umanista e razionalista, fermamente ateo e progressista, sostenitore del partito democratico statunitense e contrario al movimento sionista, poichè le sue idee non contemplavano il nazionalismo, fu un intellettuale a tutto tondo, con un’opinione su tutto ciò che accadeva nel mondo, capace di analizzare e comprendere meglio di molti suoi contemporanei le profonde trasformazioni sociali, geopolitiche e tecnologiche che caratterizzarono il cosiddetto ‘Secolo breve’.

Asimov è universalmente considerato uno dei massimi esponenti del genere e il padre della letteratura fantascientifica. Difatti, sebbene la fantascienza fosse nata molti decenni prima dell’inizio della sua produzione, egli ebbe il merito di averla trasformata da narrativa di consumo -genere da rivista- a letteratura di alto livello con contenuti divulgativo-didattici ragionati e filosofici. I ragionamenti sociologici e futuristici sull’umanità sono onnipresenti nelle opere asimoviane. Nonostante la sua carriera si sia sviluppata in un periodo di grande cambiamento di questo genere, in Asimov persistette a lungo l’elemento utopico, dove il nucleare è la risposta e il progresso umano è illimitato, in pieno spirito anni ’50. Caratteristica particolare, soprattutto in quegli anni, delle sue opere, è il fatto che non sia presente razza aliena alcuna e che l’universo sia stato travolto dall’espansione della razza umana. Ciò traspare in particolar modo nel Ciclo delle Fondazioni. Questo ha permesso ad Asimov di adempiere in maniera magistrale a ciò che la definizione di fantascienza richiederebbe: analizzare e studiare l’impatto di una tecnologia reale e/o immaginaria sulla società e sull’individuo.

La sua scrittura fu spesso bollata come priva di azione, statica, arida, scarna e eccessivamente semplice. Asimov al contrario scriveva volutamente in maniera semplice poiché, come lui stesso ammise, non gli interessava vincere il premio Pulitzer, ma farsi capire, coerentemente con la sua natura di divulgatore. Anche i suoi personaggi furono definiti piatti e poco sviluppati: sebbene ciò sia obbiettivamente vero, esistono varie eccezioni, come in Io Robot e nel Ciclo Delle Fondazioni, dove essi sono fortemente caratterizzati a “tutto tondo” e dominano bene la storia. Proprio per queste caratteristiche letterarie Asimov è particolarmente apprezzato ed è considerato lo scrittore di fantascienza per antonomasia, soprattutto in Europa (e in particolare in Italia e Spagna) dove è molto amato.

Per concludere questa lunga (eppur troppo breve) analisi di uno dei più grandi e rivoluzionari autori del’900, dai più molto spesso ignorato, dimenticato o perfino bistrattato, dopo una seria riflessione, sono giunto a questa conclusione: Asimov si può ignorare, evitare, disprezzare, ma tutti prima o poi ci si devono confrontare -volenti o nolenti- molto semplicemente perchè è ormai parte fondante della cultura letteraria moderna.

E quindi, non ci resta che augurargli buon compleanno, ed altri 100 di questi giorni.

 

“In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l’Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l’unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate.”

Isaac Asimov