Il nostro angolo

A te che sei

 

Sei come la terra dopo un naufragio

Sei come le onde del mare

Che cullano un marinaio

Al ritmo

Del suo fioco

Respiro

Che sa di perdita e abbandono

Di rinuncia e fame

Sei come i lontani ricordi

Di una giovinezza blu

A parlare con chi ora è lassù

Sei come le cose che accadono

Senza ragione

Che nell’ordinario ordinato

Caos

Prendono colore

Trovano parola e forma

Nel vento

Che riporta

A Paesi lontani

Al solstizio d’inverno

Passato per mare

Ad ammirare

Con timore reverenziale

Un fragoroso

Tramonto

3 Replies to “A te che sei

  1. Ciao, a me non piace che si pubblicano poesie, se le vogliamo chiamare così, perchè nn rappresentano la scuola e il giornale della scuola deve rappresentare questa.

  2. Gentile Emma, ti ricordo solo due cose: (1) qualsiasi comunità, scuola compresa, è composta di voci singole; non esiste coralità senza tanti piccoli contributi singolari, personali: perciò anche i tuoi contributi personali rappresenteranno il Bruno-Franchetti (se li vorrai proporre alla redazione), così come già fanno i versi di Margherita; (2) i versi di Margherita sono poesie: per essere poeta non bisogna essere Eschilo o Dante, Saffo o Leopardi, cioè far parte di un canone prestabilito. Poet* non si nasce, si diventa: come in tutte le cose, un passo alla volta. Ringraziandoti per l’attenzione, attendiamo con curiosità un tuo contributo per rendere questa comunità più ampia. Prof. aC

  3. ALUNNA DELLE MUSE

    Riempi il tuo bauletto
    dei tuoi carmina sacra o profana
    bimba mia
    e gettalo in una corrente
    che lo porti lontano e poi lo lasci
    imprigionato e mezzo scoperchiato
    fra il pietrisco. Può darsi che taluno
    ne tragga in salvo qualche foglio, forse
    il peggiore e che importa? Il palato,
    il gusto degli Dei sarà diverso
    dal nostro e non è detto che sia il migliore.
    Quello che importa è che dal bulicame
    s’affacci qualche cosa che ci dica
    non mi conosci, non ti conosco; eppure
    abbiamo avuto in sorte la divina follia
    di essere qui e non là, vivi o sedicenti
    tali, bambina mia. E ora parti
    e non sia troppo chiuso il tuo bagaglio.

    E. Montale

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