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Intervista a due partecipanti a un agone nazionale di greco

Anche sulla stampa locale è uscita la notizia che una allieva del Bruno-Franchetti, Marta Rosson, si è classificata seconda in un agone nazionale di traduzione; ma i giornali non le hanno dato parola, perciò Margherita Fonte e Andrea Maurin si sono resi disponibili (e solerti) a intervistarla assieme ad Andrea Baretta, compagno di classe, di redazione e di agone: ecco la loro intervista!

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Gli ultimi giorni di scuola, quando ormai le ore di lezione passavano spensierate e veloci, due ragazzi del nostro Istituto imbracciavano per l’ultima volta il dizionario di greco per sostenere un concorso nazionale di traduzione. Abbiamo scelto quindi di intervistare i due partecipanti, Andrea Baretta e Marta Rosson (V C classico), quest’ultima classificata seconda a livello nazionale.

Potreste raccontarci che esperienza avete fatto? Chi vi ha proposto di partecipare a questo concorso?

«Abbiamo partecipato al concorso di traduzione dal greco ΗΝ ΠΟΤΕ ΤΗ ΕΛΛΑΔΙ (C’era una volta in Grecia, n.d.r.), indetto dal Liceo classico statale “Ernesto Cairoli” di Varese. Il concorso si è svolto in due giorni, il 4 e il 5 giugno, ed era aperto agli studenti di quinta ginnasio di tutta Italia e anche della Svizzera italiana. Ad averci proposto questa iniziativa è stata la nostra professoressa di greco e latino, Barbara Bertotti, che inizialmente aveva esteso l’invito a partecipare a tutti i suoi allievi che soddisfacevano i requisiti per essere ammessi al concorso, tuttavia solo noi due abbiamo scelto di aderirvi».

Come si è svolta la gara? In che cosa consisteva la prova di traduzione?

«Il primo giorno, dopo l’arrivo, ci siamo registrati e abbiamo sostenuto la prova, che consisteva nel tradurre il brano iniziale del romanzo su Abrocome e Anzia di Senofonte Efesio, della lunghezza di sedici righe. Il secondo giorno invece, dopo una mattinata di svago, si è tenuta nel pomeriggio la premiazione dei vincitori e la consegna degli attestati a tutti i partecipanti».

Questa competizione chiamava a partecipare giovani studenti da tutta Italia: come avete interagito con questo ambiente vario e inconsueto?

«È stato molto bello e interessante entrare in contatto con studenti provenienti da altre realtà territoriali. Abbiamo socializzato facilmente e con alcuni di loro ci sentiamo ancora tramite i social. Per favorire ciò lo stesso Liceo Cairoli ha promosso delle iniziative per poter intessere delle relazioni con gli altri partecipanti al concorso, prevedendo ad esempio la possibilità di soggiornare nella stessa struttura e di fare una visita guidata al Sacro Monte di Varese il sabato mattina. Purtroppo noi ne siamo venuti a conoscenza troppo tardi e ci siamo organizzati diversamente, tuttavia la socialità e lo spirito d’amicizia non sono mancati!».

È stata la prima volta che partecipavate a una simile competizione? Che sensazioni avete provato durante lo svolgimento della prova?

Marta

«Sicuramente è stata la prima volta in cui ho avuto l’occasione di misurarmi in un concorso come questo. La mia unica esperienza pregressa è stata l’ECCEL-LUDIAMO svolto a scuola, che comunque non si è rivelato meno difficile! Ciò nonostante ho vissuto il momento della prova con molta tranquillità, forse anche perché ero consapevole che si trattava dell’ultimo sforzo da compiere prima delle vacanze. Inoltre il tema del testo da tradurre (la presentazione del protagonista maschile del romanzo) mi è subito piaciuto ed anche per questo motivo mi sono sentita serena ed ispirata. Molto meno sicura ero invece al momento della premiazione, l’attesa della proclamazione dei vincitori è stata snervante!».

Andrea

«Anch’io, come Marta, alle spalle avevo solo la partecipazione al certamen di Istituto, tuttavia non ero in ansia. Inoltre nell’affrontare il testo mi sono reso conto che, salvo alcuni passaggi un po’ più complessi, la difficoltà della prova non risiedeva nella complicata struttura sintattica, quanto invece nella sua lunghezza, che comunque sono riuscito a gestire senza troppe difficoltà».

Marta, ti aspettavi di ottenere questo risultato? Ti ha sorpreso arrivare seconda?

«Una volta conclusa la prova ero abbastanza consapevole di aver tradotto bene, tuttavia non mi aspettavo assolutamente il secondo posto. Sapevo infatti che il livello era alto perciò quando hanno pronunciato il mio nome sono rimasta molto sorpresa».

Andrea, che bilancio daresti a questa esperienza? Che cosa ti porti a casa da essa?

«Ritengo sia stata un’esperienza positiva anche per me. Al di là del risultato, sono stato contento di come ho tradotto. Inoltre credo che sostenere un esame di quattro ore sia un esercizio interessante e utile per imparare a gestire al meglio i tempi e le energie. Sono soddisfatto di aver partecipato a questo concorso e sicuramente se dovessi tornare indietro lo rifarei. È stata infatti un’esperienza formativa e piacevole, anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere una nuova città, un ambiente diverso e altre persone. Questo concorso mi ha anche rivelato un lato più piacevole della traduzione: spesso infatti nei compiti per casa ci vengono assegnati brani estrapolati dal contesto e di cui facciamo fatica a capire la storia; invece, in questo caso, dover tradurre il prologo del romanzo ci ha posti quasi nella stessa condizione del lettore greco di un tempo, rendendo l’esercizio più stimolante».