Interviste

Extinction Rebellion: una lotta per il futuro

Di Myriam Businello, redazione

 

 

Viste le terribili alluvioni che hanno colpito l’Emilia Romagna e le Marche, causando morti e distruzione, è più attuale che mai l’emergenza climatica ed è della massima importanza acquisire sempre maggiore consapevolezza riguardo ai problemi ambientali.

Serena Casanova ha conseguito una laurea in ingegneria chimica e dei materiali e un dottorato in nanotecnologie e ha svolto parte dei suoi studi a Londra, dove nel 2019 si è imbattuta nelle proteste di “Extinction Rebellion”. Questo movimento radicalmente non violento, al quale si è più tardi aggregata, si batte per la giustizia climatica e richiede azioni concrete da parte dei governi per contrastare l’emergenza ecoclimatica sempre più evidente. In questa intervista, Serena ha condiviso la sua esperienza nell’ambito dell’attivismo ambientale. 

 

Ha sempre avuto una sensibilità climatica oppure c’è stato un evento scatenante nella sua vita che la ha spinta a riflettere sui cambiamenti climatici? 

« Sono nata in campagna e ho sempre avuto una forte connessione con il mondo naturale e la bellezza che si può trovare nella semplicità del ciclo delle stagioni. L’idea che, come essere umano, dovessi essere in qualche modo separata da questa natura, mi ha sempre resa triste e confusa. La graduale consapevolezza di quello che come specie stiamo facendo alla natura, ovvero a noi stessi, mi ha progressivamente portato a prendere parte in maniera attiva ai movimenti che si occupano di portare alla luce i conflitti aperti in relazione alla crisi climatico ed ecologica. »

Come i suoi studi  hanno influito sulla scelta dell’attivismo ambientale? 

«Il mio percorso di studi mi ha portata a sviluppare un notevole interesse per il tema: nel 2019, mentre XR iniziava le sue proteste a Londra, io stavo portando avanti gli esperimenti per il mio dottorato di ricerca in un laboratorio di Imperial College London. Sia io che i miei colleghi facevamo ricerca su temi trasversali alla crisi ecoclimatica: occupandomi di purificazione dell’acqua, per esempio, studiavo spesso il progredire sempre più rapido della siccità. Ricordo, nel mio percorso, di essermi spesso interfacciata con persone attive su clima e sensibilizzazione, che in primis veniva fatta nelle università e in eventi extra-curricolari a cui partecipavo. L’ambiente universitario internazionale spronava certamente la riflessione su questi temi e sulle possibili azioni a riguardo. Sono molto grata alla mia formazione e alle persone che ho incontrato nel percorso per avermi insegnato che il problema climatico oggi è una questione primariamente politica e di profonda disuguaglianza.  »

Cosa l’ha spinta a unirsi a “Extinction Rebellion” invece che ad altri movimenti per la giustizia climatica? 

« “Extinction Rebellion” (in breve XR, n.d.r) rappresenta il movimento che più credo si adatti alla mia visione per la sua profonda comprensione della nonviolenza e per le modalità di agire adeguate rispetto alla situazione in cui siamo. 

XR invita a fare ciò che è necessario a fronte della robustissima evidenza scientifica che abbiamo sul collasso del clima e degli ecosistemi. Si fa un passo in più sulla scala della nonviolenza: dopo anni di petizioni, richieste, dialoghi, XR dichiara ribellione ai governi che hanno fallito a rendere il pianeta vivibile anche per le generazioni future, come lo è stato per noi. 

Questo movimento non scinde i temi di giustizia climatica da quelli di giustizia sociale e anzi porta alla luce come il sistema ingiusto che causa questa situazione in continuo peggioramento sia anche quello estrattivista, patriarcale e che contiene dinamiche di potere tossiche profondamente radicate. “Extinction Rebellion” è un’incredibile palestra per capire quanto di questo approccio negativo sia anche dentro di noi cittadini comuni, e a cambiare anche noi stessi per poi raggiungere i nostri obiettivi come gruppi, comunità e movimenti. La sfida aperta, quindi, non è solo al sistema ma anche a noi stessi, che ne facciamo parte.

In “Extinction Rebellion” sappiamo di avere bisogno di una cultura della cura, rigenerativa, dell’ascolto nostro e della natura. La nostra cultura deve essere sana, resiliente ed adattabile. Si porta avanti un’idea di fermarsi ad ascoltare la sofferenza del mondo: idea così in contrasto con la nostra abitudine alla crescita infinita, che diventa rivoluzionaria. Nel fare questo, seguiamo un ciclo di azione, riflessione ed apprendimento. Impariamo da altri movimenti e dalle nostre esperienze. 

Accogliamo tutti ed ogni parte di ciascuno nel movimento, evitando di biasimare ed incolpare chi si trova in un percorso diverso dal nostro. Nessun singolo individuo è da condannare per la catastrofe climatica, lavoriamo invece insieme per cambiare le cose. Lavoriamo poi su autonomia e decentralizzazione, sfidando il potere con una struttura decentralizzata, resiliente e flessibile. »

 

Quali sono gli obiettivi principali di “Extinction Rebellion” e cosa fate concretamente per raggiungerli? 

« XR porta avanti una visione condivisa del cambiamento facendo tre fondamentali richieste:

1 DIRE LA VERITÀ

Che i governi comunichino apertamente la gravità della situazione ecologica, dichiarando l’emergenza climatica e ecologica, e cambiando tutte le leggi e decisioni politiche che non vanno nella direzione di una risoluzione di questa situazione. I governi devono comunicare in modo massiccio con tutti i media per informare il pubblico, promuovere la consapevolezza ambientale e le azioni ad essa associate da parte di individui, comunità e imprese.

2 AZIONE IMMEDIATA

Le buone intenzioni, gli accordi non vincolanti e le “roadmap” non cambieranno la situazione. XR intende forzare tutti i governi in tutte le nazioni, a raggiungere lo zero netto di emissioni di gas a effetto serra entro il 2025. Inoltre, si deve arrestare la distruzione degli ecosistemi oceanici e terrestri e la perdita di biodiversità.

3. OLTRE LA POLITICA
Chiediamo la creazione di assemblee dei cittadini che siano adatte a questo nuovo cambiamento di regime. Si tratta di rivoluzionare l’approccio alla gestione della vita collettiva che superi le mancanze e i fallimenti della democrazia rappresentativa. Mancando il tempo di sostituire direttamente i governi e parlamenti del sistema attuale, si propone l’affiancamento. I membri delle assemblee cittadine saranno tirati a sorte tra tutti gli strati sociali e le origini etniche, culturali, di genere, etc. in tutta la popolazione, tra tutti quelli che vorranno partecipare. Dovranno deliberare sulla base delle migliori evidenze scientifiche e stabilire insieme le strategie e i percorsi da attuare per trasformare la società in chiave di neutralità di emissioni e rispetto dei sistemi ecologici, in equità con tutti gli esseri viventi.

 

Riteniamo che oggi più che mai, vista l’emergenza nel quale ci troviamo, sia necessaria la disobbedienza civile nonviolenta affinché l’allarme lanciato dalla comunità scientifica possa essere ascoltato. Oltre a credere e praticare noi in primis la Nonviolenza nella nostra vita quotidiana, dopo approfonditi studi dei movimenti sociali storici è risultato il metodo più efficace per poter raggiungere gli obiettivi per cui si manifesta e per i quali noi scendiamo e scenderemo nelle strade. 

Una singola persona non può occuparsi di tutto, il lavoro da svolgere è molto: dall’organizzazione di azioni alla raccolta e produzione di materiale (multimediale compreso), dalla formazione alla comunicazione, dai social network alle strade e piazze, dalla ricerca, produzione e divulgazione di materiale scientifico al ripensare al futuro praticando nel presente attraverso eventi e spazi dove poter socializzare, scambiare, regalare, condividere; pertanto siamo organizzati in gruppi di lavoro collegati tra loro ma indipendenti, in base alle competenze e passioni di ogni persona, poiché riteniamo che solo la sincera collaborazione e la fiducia nel prossimo possano portare a grandi risultati. Tramite le nostre azioni, vogliamo spingere sempre più persone a prendere parte al movimento ed a mettersi in gioco attivamente per essere parte integrante del cambiamento. »

 

Manifestazioni di Extinction Rebellion a Venezia

 

Che modifiche ritiene necessarie attuare in Italia? 

« È necessario che più persone possibili (milioni) scendano in pratica per protestare rispetto a questa situazione catastrofica. Solamente così potremo cambiare le cose. »

Secondo i suoi studi sulla siccità e la purificazione dell’acqua, che azioni possono compiere quotidianamente i cittadini per risparmiare in maniera più consapevole l’acqua?
A livello politico quali azioni si potrebbero attuare per non sprecare le nostre risorse idriche?
«Moltissime azioni consapevoli rispetto all’uso dell’acqua sono costantemente elencate da televisione e giornali.
Tuttavia ricordiamoci che se non piove non avremo acqua, per quanto poca ne consumiamo o per quanto efficienti siamo. Come dicono gli inglesi, “nothing in, nothing out” perciò non abbandoniamo i nostri comportamenti virtuosi ma curiamo anche lo sguardo d’insieme.
La vera azione che ribalta il paradigma e che potrebbe davvero cambiare le cose è far notare invece come questa situazione sia dovute da scelte politiche importanti che non sono state prese in passato ma che dovrebbero essere prese ora. Mi piacerebbe che insieme all’occhio di responsabilità individuale, si considerasse anche quello della responsabilità collettiva.» 
Le manifestazioni includono persone di ogni età, tutte accomunate dal desiderio di veder prese delle azioni concrete per far fronte ai cambiamenti climatici che minacciano il nostro futuro

Cosa pensa della nuova generazione di attivisti ( come ad esempio Greta Thunberg e il movimento Fridays For Future)? Riusciranno a farsi ascoltare e far invertire la rotta prima del collasso climatico?

« La nuova generazione di attivisti è estremamente lodevole e ha buone idee. Troppo spesso purtroppo sento persone dire che questa è “una lotta dei giovani”, e questo è sbagliato. Tutti abbiamo la responsabilità e il dovere di attivarci data la situazione. Dire che il dovere di agire è solo dei giovani lede profondamente il movimento per il clima, siccome esclude la parte della popolazione più numerosa, con più potere economico e più difficile per i media da strumentalizzare. È molto più facile strumentalizzare un ragazzino che magari ha poca esperienza con le interviste live che una farmacista di 50 anni che si incolla alla strada perché è terrorizzata per il futuro da rifugiati climatici che spetta ai suoi figli. Quindi ai giovani per il clima dico: grandissimi così! Portate in manifestazione con voi anche i vostri genitori e nonni! »

Per approfondire Extinction Rebellion, comprendere meglio l’organizzazione, le persone e le strategie dietro al movimento e rimanere informati sui prossimi eventi ecco il link al sito ufficiale : https://extinctionrebellion.it/

 

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